venerdì 20 settembre 2013

GELATO DI MELA AL PROFUMO DI BASILICO

Un'ultimo brivido freddo prima dei dolci caldi autunnali e invernali? Perfetto, allora oggi vi propongo il gelato di mela al profumo di basilico. Potete avere in casa vostra tutto il gusto del gelato fatto artigianalmente con le vostre manine, anche se io consiglio sempre l'uso di una gelatiera: la ritengo un valido aiuto nella preparazione di sorbetti e gelati, perchè riduce i tempi di congelamento e, soprattutto, evita sprechi energetici legati al fatto di dover aprire e chiudere in continuazione il freezer. Attualmente in commercio ce ne sono a disposizione svariati modelli, con dimensioni, capacità, funzioni e prezzi capaci di soddisfare qualsiasi esigenza. Per 4 persone:

4 mele acidule (tipo Granny Smith)
100 ml di succo di mela
1 limone
1 mazzetto di basilico
125 g di zucchero
1 bustina di vanillina
150 g di panna da montare
50 g di ricotta

Sbucciate le mele e tagliatele a fettine, mettetele in una casseruola con il succo di mele, portate ad ebollizione e lasciate cuocere per 5 minuti; quindi lasciate raffreddare. Del basilico usate solo le foglioline, una volta lavate e tamponate con uno straccio, mettetele nel mix con le mele e il loro liquido di cottura, gli zuccheri, il succo e la scorza del limone. Frullate fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete la ricotta e la panna precedentemente montata e amalgamate bene il tutto. Trasferite la ciotola in freezer, lasciate riposare il gelato di mela al profumo di basilico per almeno 4 ore, ricordandovi di rimestarlo ogni 10-15 minuti. Prima di servirlo, decorate ogni porzione con una fogliolina di basilico.


martedì 17 settembre 2013

PANZANELLA

Per noi fiorentini (ma ci tengo a precisare che io lo sono solo d'adozione, fiera calabrese di nascita), preparare e gustare la panzanella, soprattutto d'estate, è a dir poco un obbligo. Per i non toscani, sapete cos'è la panzanella? Ma si, è l'antichissimo piatto povero della tradizione toscana a base di pane raffermo. E oltre questo? La ricetta originale prevede la presenza di altri soli 3 elementi: il pomodoro, la cipolla ed il cetriolo. Semplice no? La provenienza del piatto non è del tutto chiara: secondo alcuni furono i contadini a proporla sulle proprie tavole per consumare avanzi di pane stantio, ammollato e riciclato con pochi poveri elementi dell'orto. C'è invece chi sostiene che fosse il pasto preferito dei marinai i quali, a bordo delle proprie navi, portavano pane indurito, che bagnavano poi con l'acqua del mare, qualche pomodoro ed ecco pronta l'antica panzanella. Nella mia versione ho aggiunto qualche altro ingrediente, ma è davvero eccezionale anche solo con pomodoro, cipolla e cetriolo. Per 4 persone:

200 g di pane toscano raffermo
10 pomodori datterini
1 cipolla di Tropea (o comunque rossa)
1 cetriolo
1 peperone verde piccolo
5-6 olive nere
qualche foglia di basilico
sale, olio, aceto

Tagliate grossolanamente il pane e ponetelo ad ammollare in una ciotola con acqua e 5 cucchiai di aceto. Una volta impregnato, strizzatelo e sbriciolatelo. In una ciotola a parte mettete tutti gli altri ingredienti tagliati a pezzi. Conditeli con una presa di sale, l'olio, qualche foglia di basilico e rimestate. Aggiungete le briciole di pane ammollato e mescolate fino a quando questo non avrà assorbito perfettamente il condimento. Ponete la panzanella in frigo e lasciatela riposare almeno un paio d'ore prima di servirla.


sabato 14 settembre 2013

CODA DI ROSPO ALLE PRUGNE

Oggi voglio proporvi un secondo di mare molto particolare, perché cucinato con la frutta, e al tempo stesso dal sapore molto delicato, che è la particolarità di questo pesce: parlo della coda di rospo alle prugne. La coda di rospo, altrimenti detta rana pescatrice, è un pesce di fondale: il suo habitat ideale è fra i 20 e i 1000 metri di profondità, prediligendo sabbia e sassolini. Questi sono di fondamentale importanza per la sua nutrizione. Infatti la rana pescatrice ha l'abitudine di insabbiarsi aspettando la preda, che cattura usando come esca una parte di se stessa, che sembra una canna da pesca. Quando il "malcapitato" si avvicina, lo ingoia senza pietà. Per 6 persone:

1 k di coda di rospo
500 g di prugne
2 cipolle
1cucchiaio di pepe rosa in grani
1/2 l di vino bianco secco
4 cucchiai di olio d'oliva
sale, pepe nero

Affettate le cipolle e rosolatele a fuoco dolce con l'olio e 4 cucchiai d'acqua. Tagliate la coda di rospo in 6 medaglioni e aggiungeteli in tegame, salateli leggermente su entrambi i lati e lasciateli imbiondire per 5 minuti. Trasferite la coda di rospo in una grande pirofila da forno, contornatela delle prugne intere, condite con i grani di pepe rosa e il pepe nero, aggiustate di sale e irrorate con il vino. Infornate la coda di rospo alle prugne a 200° per 15 minuti senza rigirarla. Servite ben calda.


martedì 10 settembre 2013

PASTA FREDDA MARE E CAMPAGNA

Siamo, a quanto pare, alle ultime battute di caldo, anche se ci piace immaginare che la bella stagione ci accompagni ancora per un po. In ogni caso, la leghiamo ancora a noi con dei "riti propiziatori" in cucina, fra i fornelli, elaborando e proponendo ancora una volta gustosi piatti freddi. Infatti mi è venuta una voglia matta di mangiare una pasta fredda, e quella che vi propongo oggi è la sfiziosa pasta fredda mare e campagna, una mia invenzione semplice e colorata che unisce, per l'appunto, i sapori del mare con quelli dell'aia. Per 2 persone:

160 g di pasta corta
100 g di piselli
2 uova
100 g di gamberetti
sale. olio, pepe bianco

Cuocete la pasta, scolatela in una ciotola, aggiungetevi un filo d'olio, rigiratela e lasciatela raffreddare. Mettete a bollire le uova. Sbollentate anche i gamberetti. Io uso i piselli congelati, ma non li metto a bollire, li lascio scongelare naturalmente e li aggiungo direttamente in ciotola alla pasta. Tagliate le uova ormai sode a fette, lasciandone da parte qualcuna per la decorazione. Quando tutti gli ingredienti sono freddi uniteli alla pasta. Salate, pepate, regolate d'olio e ponete in frigo la vostra pasta fredda mare e campagna. Prima di servirla in tavola, decorate con le fette di uova sode messe da parte.



venerdì 6 settembre 2013

RICOTTA

Carissimi amici, come promesso, eccovi la ricetta della ricotta. Come vi anticipavo, essa viene fatta prevalentemente dal siero (che è il liquido di "scarto" ottenuto dopo la lavorazione del formaggio) e non direttamente dal solo latte. Questo è il motivo per il quale non viene tecnicamente definita un formaggio, bensì un latticino. Ecco perché, rispetto ai comuni formaggi, risulta essere molto più leggera e digeribile, e le proteine in essa contenute sono particolarmente assimilabili grazie al processo di riscaldamento che avviene durante la sua lavorazione. Vi consiglio, infine, un uso alternativo della ricotta: mescolata in parti uguali a miele e yogurt può essere tranquillamente applicata sul viso. Se la vostra pelle è un pochino secca questa maschera le ridonerà lucentezza e tono. Per circa 200 g di ricotta:

1,5 l di siero
1 l di latte intero
1/2 limone
1 cucchiaio di sale fino

Bollite il latte con il siero, quindi aggiungete il succo del limone e il sale. Girate continuamente e fate cuocere a fuoco dolce per 15 minuti. Fate raffreddare. Potrete notare in questa fase il siero che si separa dal latte a fiocchettini piccolissimi. Mettete in un colino un canovaccio di cotone o della garza e lasciate scolare bene per 10 minuti. Trasferite la ricotta in un altro colino e pressatela con un cucchiaio in modo da farle prendere una forma. dopo circa 5 minuti la ricotta è pronta per essere trasferita su un piatto da portata e posta in frigo.



mercoledì 4 settembre 2013

TORTA AL MELONE

Ancora troppo caldo per accendere il forno, ma la voglia di una bella torta assale il popolo di noi golosi? Niente paura, leggete qui la ricettina della torta al melone, preparata a freddo e con pochissime calorie, fresca e leggera, dopo la prima fetta ne vorrete subito un'altra! Ma quando acquistiamo un melone, come sceglierlo senza andare incontro alla spiacevole sensazione d'aver comprato un cetriolo??? Pare che i meloni più zuccherini e saporiti siano i maschi, ma come riconoscerli? Semplice, al contrario della femmina, il melone maschio presenta un pallino scuro situato nella parte opposta al picciolo. Per 8 persone:

600 g di melone
50 g di zucchero
1 limone
40 g di maizena o amido di mais
150 g di biscotti tipo frollini
20 g di burro

Tritate i biscotti e aggiungete il burro fuso, mescolate in modo da amalgamare perfettamente i due ingredienti. Foderate con questo composto una teglia a cerniera del diametro di 24-26 cm, avendo cura di ricoprire anche i bordi per un'altezza di un paio di dita. Ponete in frigo per 2 ore. Nel frattempo, frullate il melone. A parte diluite la maizena con 4 cucchiai d'acqua, quindi aggiungetela in una pentola con il melone, lo zucchero e il limone. Portate ad ebollizione a fuoco basso e mescolate per 5 minuti. A questo punto versate questo composto sulla base di biscotti e livellate. Lasciate raffreddare e trasferite in frigo per almeno 2 ore. Prima di servire la torta al melone decoratela a piacere, io ho usato delle gocce di cioccolato e qualche fetta di melone tagliata sottilissima. Vi consiglio di accompagnare ogni fetta con un bel cucchiaio di yogurt greco, vi assicuro che ne esalta il sapore. Vi suggerisco inoltre diverse varianti: ho provato a sostituire il melone con le fragole, un'altra volta con il kiwi, poi con le pesche, e vi garantisco un risultato altrettanto eccellente. Provate e fatemi sapere cosa avete sperimentato :-)))


lunedì 2 settembre 2013

PASTA E FAGIOLINI

Oggi prepariamo un primo, ideale per i nostri amici vegetariani e vegani, adattissimo a chiunque sia amante dei sapori naturali della terra e stagionali: la pasta e fagiolini. Questi ultimi non sono altro che il frutto immaturo dei fagioli. Sono a metà strada fra i legumi e gli ortaggi, rispetto ai primi sono molto meno calorici, ma come questi sono ricchissimi di fibre, infatti sono un ottimo alleato in caso di stitichezza. All'acquisto, la freschezza dei fagiolini è fondamentale, e si può facilmente testare piegandoli: se sono appena raccolti si spezzano immediatamente. Vanno sempre lessati prima del consumo, altrimenti risultano indigesti. Un consiglio: per far si che i fagiolini mantengano bello vivo il loro caratteristico colore verde è necessario calarli in pentola solo quando l'acqua bolle, e lasciarli lessare per almeno 10 minuti. Per 2 persone:

100 g di pasta corta
200 g di fagiolini
4 pomodori ciliegino
1 spicchio d'aglio
1 rametto di menta
1 rametto di origano
olio, sale

Sbollentate i fagiolini in acqua salata per circa 10 minuti, scolateli e teneteli da parte. Mandate avanti la bollitura dell'acqua della pasta e nel frattempo, in un tegame, ponete l'aglio a pezzettini finissimi, l'olio, l'origano e i pomodorini tagliati grossolanamente. Rigirate e lasciate appassire per 5 minuti. A questo punto aggiungete i fagiolini e saltateli in padella per altri 5 minuti, il tempo necessario affinché si insaporiscano con i pomodorini. Quindi aggiungete le foglioline di menta e regolate di sale. Scolate la pasta e saltatela in padella. La pasta e fagiolini è pronta da servire in tavola.