La ricetta dei porcini ripieni è un modo alternativo per gustare questi funghi, fra i più ricercati, ne arricchisce il sapore e li "trasforma" rendendoli croccanti. I porcini sono apprezzati dai tempi più remoti: una leggenda narra infatti le vicissitudini dell'eroe Perseo il quale, dopo un lungo peregrinare, stanco e disidratato riuscì a dissetarsi usando la cappella di un porcino. Riuscì, così, a ristorarsi e soddisfatto, decise di fondare in quel luogo, una nuova capitale: Micene, che tradotto dal greco vuol dire proprio fungo. Da allora si diede vita ad una delle più famose civiltà del passato: la micenea. Per 4 persone:
8 - 10 porcini di media grossezza
3 fette di prosciutto cotto
1 grossa mozzarella di bufala
3 uova
sale, pangrattato, olio di semi, 1 limone per la guarnizione
Pulite i funghi raschiandoli e strofinandoli con un panno umido. Separate le teste dai gambi (che utilizzerete per altre preparazioni tipo sughi, risotti...) e dividete le cappelle a metà in senso orizzontale. Ricavate dal prosciutto dei dischetti e delle fette dalla mozzarella. Prendete la parte inferiore del fungo, sovrapponete un dischetto di prosciutto, una fetta di mozzarella e poi l'altra metà del fungo. Premete delicatamente il "sandwich" e preparate ugualmente le altre cappelle. Rompete le uova in una ciotola e frullatele con il sale; passate le cappelle preparate prima nell'uovo e poi nel pangrattato operando una doppia panatura. Quando tutti i porcini ripieni sono pronti, friggeteli in abbondante olio facendoli ben dorare esternamente. Man mano che saranno cotti scolateli e passateli su un foglio di carta assorbente e infine trasferiteli su un piatto guarnendo i porcini ripieni con spicchi di limone. Servite subito.
mercoledì 26 giugno 2013
mercoledì 19 giugno 2013
PORRO AL FORNO
Il porro al forno è ciò che ho il piacere di proporvi oggi, una semplice ricetta per gustare questo buonissimo ortaggio dalle numerose proprietà. E' noto che combatte l'accumulo di gas nell'intestino, è diuretico, ed è antisettico a livello dell'apparato digerente. Svolge, inoltre, un'azione balsamica per l'apparato respiratorio ed è molto efficace nei casi di ipertensione. Per 4 persone:
750 g di porri
150 g di pancetta a fettine sottili
3 uova
1 bicchiere raso di latte
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
sale, pepe bianco, noce moscata
Pulite i porri eliminando la parte verde e tagliateli a metà. Versate in una casseruola 1 l d'acqua, salatela, pepatela, insaporitela con una grattugiata di noce moscata e portatela ad ebollizione. Quindi immergetevi i porri, fateli lessare per 10 minuti, scolateli e avvolgete attorno ad ognuno una fettina di pancetta. Adagiate in una teglia antiaderente da forno i porri arrotolati. Frullate in una scodella le uova con il latte, aggiungetevi una buona presa di sale e una raschiatina di noce moscata e versateli sui porri. Mescolate il formaggio con il pangrattato, cospargetelo sul miscuglio d'uovo aggiungendo dei fiocchetti di burro. Quindi disponete la pirofila in forno a 220° per 20 minuti. Trascorso il tempo di cottura, servite i porri al forno ben caldi.
750 g di porri
150 g di pancetta a fettine sottili
3 uova
1 bicchiere raso di latte
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
sale, pepe bianco, noce moscata
Pulite i porri eliminando la parte verde e tagliateli a metà. Versate in una casseruola 1 l d'acqua, salatela, pepatela, insaporitela con una grattugiata di noce moscata e portatela ad ebollizione. Quindi immergetevi i porri, fateli lessare per 10 minuti, scolateli e avvolgete attorno ad ognuno una fettina di pancetta. Adagiate in una teglia antiaderente da forno i porri arrotolati. Frullate in una scodella le uova con il latte, aggiungetevi una buona presa di sale e una raschiatina di noce moscata e versateli sui porri. Mescolate il formaggio con il pangrattato, cospargetelo sul miscuglio d'uovo aggiungendo dei fiocchetti di burro. Quindi disponete la pirofila in forno a 220° per 20 minuti. Trascorso il tempo di cottura, servite i porri al forno ben caldi.
lunedì 17 giugno 2013
CAVOLO CAPPUCCIO AL PEPE NERO
Il cavolo cappuccio è una delle tante varietà del cavolo, questa particolarmente versatile perchè può essere consumata sia cotta che cruda. Se facciamo un tuffo nella storia ci accorgiamo di quanto sia antica la sua coltivazione ed il suo uso, non solo in cucina, ma anche in farmacia. Gia i Romani, infatti, usavano pestare le foglie ed utilizzarle come impacchi per la cura di ulcere e ferite. Si narra anche che lo ingerissero crudo prima di banchettare, per aiutare l'organismo ad assorbire meglio l'alcol. La ricetta che vi propongo oggi è il cavolo cappuccio al pepe nero, una semplicissima preparazione che permette di gustarlo in assoluto, senza l'aggiunta di altri ingredienti. Per 4 persone:
1/2 cavolo cappuccio
1 spicchio d'aglio
olio, sale, pepe nero abbondante
Tagliate a metà il cavolo cappuccio e riducetelo in striscioline abbastanza sottili. Mettetelo nella pentola a pressione con 2 dita d'acqua e un pizzico di sale. Dal momento in cui, a fuoco vivo, la pentola inizierà a sibilare, abbassate la fiamma e fate cuocere ancora per 10 minuti. Quindi scolate le striscioline di cavolo e passatele in padella con l'olio, lo spicchio d'aglio e un'abbondante spolverata di pepe nero. Eventualmente regolate di sale e rimestate per circa 15 minuti, il tempo necessario affinchè l'aglio trasferisca tutta la sua fragranza alla pietanza. Il cavolo cappuccio al pepe nero è ottimo da gustare sia caldo che freddo.
1/2 cavolo cappuccio
1 spicchio d'aglio
olio, sale, pepe nero abbondante
Tagliate a metà il cavolo cappuccio e riducetelo in striscioline abbastanza sottili. Mettetelo nella pentola a pressione con 2 dita d'acqua e un pizzico di sale. Dal momento in cui, a fuoco vivo, la pentola inizierà a sibilare, abbassate la fiamma e fate cuocere ancora per 10 minuti. Quindi scolate le striscioline di cavolo e passatele in padella con l'olio, lo spicchio d'aglio e un'abbondante spolverata di pepe nero. Eventualmente regolate di sale e rimestate per circa 15 minuti, il tempo necessario affinchè l'aglio trasferisca tutta la sua fragranza alla pietanza. Il cavolo cappuccio al pepe nero è ottimo da gustare sia caldo che freddo.
venerdì 14 giugno 2013
CHEESECAKE AI PEPERONI
Il cheesecake, dolce di origine americana, ma ne siamo proprio così sicuri? In realtà pare che questo dolce pianti le sue radici in tempi decisamente più remoti: se ne trova citazione nel "De Agri Cultura" opera di Catone, nella quale si fa menzione alla "placenta", sostanziosissimo dolce a base di formaggio, miele e alloro che veniva servito agli atleti durante i giochi olimpici per dare loro energia. Si diffuse col tempo in tutta Europa e solo molto più tardi in America. Addirittura solo nel 1872 il lattaio americano James Kraft, nel tentativo di riprodurre un formaggio francese, sbagliando fece la sua fortuna, in quanto inventò la famosissima Philadelphia, che pochissimi anni dopo divenne la base per il cheesecake, per l'appunto la tipica torta americana. Oggi ve la propongo in una versione salata: il cheesecake ai peperoni. Per 8 persone:
125 g di grissini
140 g di burro
300 g di ricotta
200 ml di panna
40 g di olive verdi snocciolate
1 cucchiaio di capperi
3 peperoni (uno rosso, uno verde, uno giallo)
8 g di gelatina in fogli
1 rametto di rosmarino
sale, pepe nero
Frullate nel mix i grissini, il burro, un cucchiaio di aghi di rosmarino, un pizzico di sale e di pepe fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferitelo in uno stampo a cerniera di circa 24 cm, appiattite e fate riposare in frigo per 1 ora. Nel frattempo ponete i peperoni in forno per 30 minuti a 180°, privateli della pellicina e riduceteli a striscioline sottili. Se volete anticipare i tempi potete utilizzare i peperoni già grigliati sott'olio che si trovano al supermercato. Allo stesso tempo mettete in acqua fredda la gelatina ad ammolare. In una terrina ponete la ricotta, i peperoni a pezzetti (conservatene un pò per la decorazione), le olive e i capperi. In un pentolino scaldate la panna senza farla bollire, strizzate e aggiungete la gelatina ormai ammollata, mescolate finché non si sarà sciolta completamente. Quindi unitela alla ricotta, aggiustate di sale e pepe e amalgamate il tutto perfettamente. A questo punto potete distribuire il composto sulla base di grissini e livellare. Decorate a piacere con i peperoni messi da parte e con qualche ciuffetto di rosmarino. Servite il cheesecake ai peperoni ben freddo, dopo che avrà riposato in frigo per almeno 4 ore.
125 g di grissini
140 g di burro
300 g di ricotta
200 ml di panna
40 g di olive verdi snocciolate
1 cucchiaio di capperi
3 peperoni (uno rosso, uno verde, uno giallo)
8 g di gelatina in fogli
1 rametto di rosmarino
sale, pepe nero
Frullate nel mix i grissini, il burro, un cucchiaio di aghi di rosmarino, un pizzico di sale e di pepe fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferitelo in uno stampo a cerniera di circa 24 cm, appiattite e fate riposare in frigo per 1 ora. Nel frattempo ponete i peperoni in forno per 30 minuti a 180°, privateli della pellicina e riduceteli a striscioline sottili. Se volete anticipare i tempi potete utilizzare i peperoni già grigliati sott'olio che si trovano al supermercato. Allo stesso tempo mettete in acqua fredda la gelatina ad ammolare. In una terrina ponete la ricotta, i peperoni a pezzetti (conservatene un pò per la decorazione), le olive e i capperi. In un pentolino scaldate la panna senza farla bollire, strizzate e aggiungete la gelatina ormai ammollata, mescolate finché non si sarà sciolta completamente. Quindi unitela alla ricotta, aggiustate di sale e pepe e amalgamate il tutto perfettamente. A questo punto potete distribuire il composto sulla base di grissini e livellare. Decorate a piacere con i peperoni messi da parte e con qualche ciuffetto di rosmarino. Servite il cheesecake ai peperoni ben freddo, dopo che avrà riposato in frigo per almeno 4 ore.
giovedì 13 giugno 2013
CONIGLIO AL VINO BIANCO
Con questa ricetta partecipo al "Non-contest di Ricette Calorie"
Oggi vi propongo una succulenta ricetta per gustare il coniglio al vino bianco, facile e veloce. Lo sapevate che nelle popolazioni orientali il coniglio viene associato da una fantasiosa leggenda alla luna? In particolare i cinesi vedono disegnato un coniglio che siede sulle sue zampe posteriori di fronte ad un mortaio sul lato illuminato della luna piena. Si narra che si trovi in quella posizione perchè un'antica favola buddista ci racconta dell'amicizia fra un coniglio, uno sciacallo, una scimmia e una lontra, i quali, il giorno sacro buddista dedicato alla carità, decisero di fare un'opera di bene. Incontrato un povero mendicante pensarono giustamente di sfamarlo. Allora la scimmia si arrampicò sugli alberi raccogliendo della frutta, la lontra si tuffo nel fiume per catturare dei pesci, lo sciacallo pensò bene di rubare del cibo da una casa incustodita mentre il povero coniglio non fece altro che raccogliere delle erbette di campo. Ma non soddisfatto e umiliato per il suo semplice dono offrì le sue stesse carni gettandosi nel fuoco. Il mendicante, stupito e commosso dal gesto estremo del coniglio, rivelandosi essere in realtà la divinità induista Sakra, decise di ricordarlo per sempre a tutte le generazioni future disegnandolo, per l'appunto, sulla luna. La storia è bellissima, ma noi ora ce lo mangiamo :-))) Per 4 persone:
1 coniglio
1 foglia di alloro
1 rametto di: salvia, rosmarino, origano, prezzemolo, sedano
3 spicchi d'aglio
1 peperoncino2 bicchieri pieni di vino bianco
olio, sale
Lavate e tagliate a pezzi il coniglio. In una casseruola larga e bassa lasciate appassire tutti gli odori minuzzati con un fondo d'olio, quindi unite il coniglio e fatelo leggermente rosolate da entrambi i lati. A questo punto aggiungete il vino, che dovrà coprire completamente o quasi tutti i pezzi. Lasciate cucinare a fuoco moderato, rigirando di tanto in tanto, fino a che il vino non sarà quasi completamente ritirato. Se siete amanti come me della scarpetta, vi consiglio di lasciarlo un po più brodosetto, sarà una vera goduria! Terminata la cottura, aggiustate di sale, rigirate per un minutino e servite ben caldo questo saporitissimo coniglio al vino bianco.
mercoledì 12 giugno 2013
MINESTRA DI FARRO
Il farro è un ottimo cereale, particolarmente indicato in tutte le diete per il fatto che da un senso di sazietà pur contenendo pochissime calorie. La minestra di farro ha origini antichissime, in realtà è il farro stesso che vanta la sua presenza sulle tavole addirittura dei faraoni, che sia antecedente al grano duro, e che abbia rappresentato l'elemento principe dell'alimentazione delle popolazioni arcaiche. Pare che provenga proprio dai paesi del nord Africa, ma in Italia comparve "solo" intorno al VII secolo a.C., tanto da diventare il cibo preferito dagli Etruschi e dai Romani. Proprio in queste epoche il farro rivestiva un ruolo ufficiale nelle cerimonie. In particolare, durante il matrimonio, un'usanza molto aristocratica era quella di donare agli sposi un pezzo di focaccia al farro, che doveva essere consumata in comunità. Per 4 persone:
150 g di farro
200 g di fagioli rossi
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
1 cucchiaio di conserva
1 rametto di rosmarino
olio, sale, pepe nero, brodo
Cuocete i fagioli con il rosmarino, che eliminerete a cottura ultimata. Metà di questi si frullano. Tritate finemente cipolla, carota e sedano e fateli appassire in padella con un cucchiaio d'olio, quindi aggiungete la conserva, i fagioli interi e la purea di fagioli, il farro a crudo e cuocete a fiamma moderata per circa 1 ora, aggiungendo di tanto in tanto un pò di brodo. Trascorso questo tempo si aggiusta di sale e di pepe e si leva dal fuoco. Servite la minestra di farro ben calda con un C di olio d'oliva crudo.
150 g di farro
200 g di fagioli rossi
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
1 cucchiaio di conserva
1 rametto di rosmarino
olio, sale, pepe nero, brodo
Cuocete i fagioli con il rosmarino, che eliminerete a cottura ultimata. Metà di questi si frullano. Tritate finemente cipolla, carota e sedano e fateli appassire in padella con un cucchiaio d'olio, quindi aggiungete la conserva, i fagioli interi e la purea di fagioli, il farro a crudo e cuocete a fiamma moderata per circa 1 ora, aggiungendo di tanto in tanto un pò di brodo. Trascorso questo tempo si aggiusta di sale e di pepe e si leva dal fuoco. Servite la minestra di farro ben calda con un C di olio d'oliva crudo.
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domenica 9 giugno 2013
PIZZA FINTA
Più che definirla ricetta, quella della pizza finta è un'idea, uno spunto per aiutare tutti coloro i quali la sera aprono il frigo e osservano il vuoto cosmico, o semplicemente per chi è rincasato troppo tardi e non ha tempo di preparare la cena ma ha voglia di qualcosa di sfizioso. La voglio dedicare anche a tutte quelle persone attente e lungimiranti che odiano gli sprechi e che, come me, provano fastidio alla sola idea di dover buttare via un tozzo di pane raffermo. Non vi è mai capitato di aver usato la mollica del pane per cucinare delle polpette o per altri ripieni e che vi sia avanzata tutta la crosta? A me capita spessissimo. La buona usanza tramandata dalla mamma del riutilizzo degli avanzi e l'idea che in cucina non si butta via nulla, mi suggerisce la pizza finta, che voglio proporvi. Per 2 persone:
8 crostoni di pane o fette di pane raffermo
2 mozzarelle
salsa o 4 pomodori
origano, sale, olio
Ponete sulla placca del forno i crostoni o le fette di pane raffermo, stendetevi sopra un paio di cucchiai di salsa. Se questa è un avanzo del frigo (un sugo ai funghi, al tonno, una boscaiola...) cioè è già cucinato e sopratutto già condito, non aggiungo altro che la mozzarella. Se invece è salsa non cotta la spolvero con un filo di sale e olio, stessa cosa se utilizzo le fettine di pomodoro fresco. Adagiate sopra ogni fetta una fettina di mozzarella, cospargete di origano e infornate a 220° per una decina di minuti circa, finché il formaggio non si sarà sciolto. Ovviamente qui la fantasia la fa da padrona: a vostro gusto e piacimento potete condire la pizza finta con affettati e diversi tipi di formaggi.
8 crostoni di pane o fette di pane raffermo
2 mozzarelle
salsa o 4 pomodori
origano, sale, olio
Ponete sulla placca del forno i crostoni o le fette di pane raffermo, stendetevi sopra un paio di cucchiai di salsa. Se questa è un avanzo del frigo (un sugo ai funghi, al tonno, una boscaiola...) cioè è già cucinato e sopratutto già condito, non aggiungo altro che la mozzarella. Se invece è salsa non cotta la spolvero con un filo di sale e olio, stessa cosa se utilizzo le fettine di pomodoro fresco. Adagiate sopra ogni fetta una fettina di mozzarella, cospargete di origano e infornate a 220° per una decina di minuti circa, finché il formaggio non si sarà sciolto. Ovviamente qui la fantasia la fa da padrona: a vostro gusto e piacimento potete condire la pizza finta con affettati e diversi tipi di formaggi.
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