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venerdì 17 ottobre 2014

PEPERONI GRATINATI AL FORNO

I peperoni gratinati al forno rappresentano un grande classico e sono ottimi anche da assaporare freddi. Questo profumatissimo contorno mi rimanda la memoria ad una famosa storiella della mia amata terra natale, la Calabria, che oggi voglio raccontarvi in questo post. Si racconta che un giovane ragazzo originario di Castrovillari andò a Roma a fare il militare. Erano i tempi in cui il servizio di leva era obbligatorio e i giovani rispondenti alle armi erano pagati 400 lire al giorno! Il ragazzo aveva l'abitudine di recarsi con un gruppo di suoi amici commilitoni presso una trattoria della capitale per cena, per assaporare un abbondante piatto di pasta. I militi erano soliti poi rimanere fino a tardi sorseggiando vino e chiacchierando allegramente fra loro. Una sera, a tarda ora, il giovane castrovillarese notò appese sul camino della trattoria alcune filiere di peperoni rossi, tutti impolverati e secchi. A quella visione e pensando ai sapori della sua terra, gli venne una gran fame, alché chiese al proprietario se potesse prenderne qualcuno per mangiarlo. Gentilmente il buon uomo glieli offerse. Il ragazzo li prese, li lavò accuratamente e li riempì d'olio. Quindi li mise a riscaldare al calore del camino. Ed ecco che in breve tempo tutti si ritrovarono scherzosamente bevendo dell'ottimo vino dei colli romani, accompagnato dai profumatissimi peperoni alla castrovillarese. Da allora il proprietario della trattoria si trovò a proporre ai suoi esigenti clienti questo contorno tipico della cucina Calabrese, riscuotendo un enorme successo. Per 4 persone:

3 peperoni
3 spicchi d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
300 g di pomodori perini
50 g di capperi
100 g di pecorino grattugiato
4 cucchiai di pangrattato
4 cucchiai di olio
sale, pepe nero

Lavate i peperoni, apriteli a metà e privateli dei semi. Divideteli quindi in listarelle sottili.


Ungete con un filo d'olio una pirofila e stendetevi un primo strato di listarelle di peperoni, quindi cospargetele di una parte di un trito fatto con l'aglio e il prezzemolo. Disponete qua e la alcuni pomodori lavati, aperti, privati di semi e tagliati a dadini. Salate, pepate, distribuite una manciatina di capperi e spolverizzate con il pecorino. Procedete con un altro strato così da esaurire tutti gli ingradienti. Terminate con un'abbondante manciata di pangrattato e irrorate con l'olio. Introducete in forno caldo a 200° per 20 minuti e servite ben caldi questi profumatissimi peperoni gratinati al forno.


lunedì 6 ottobre 2014

SFORMATINI DI VERZA ALLA CREMA DI FORMAGGIO

Gli sformatini di verza alla crema di formaggio sono un gustoso modo alternativo per gustare la verza dal sapore a volte intenso. Il cavolo verza si sa, è ricchissimo di proprietà nutritive e un fedele alleato della nostra salute. Il consumo regolare preserva il nostro organismo da agenti cancerogeni. Inoltre, il noto scrittore ed erborista francese Maurice Mességué, si impegnò soprattutto durante gli anni settanta, a diffondere la cultura dei rimedi naturali. Difatti, nel suo trattato "Ha ragione la natura", esalta le proprietà terapeutiche della verza. Per esempio, asserisce che una foglia di verza triturata e applicata su ustioni, punture d'insetto, ascessi, foruncoli, piaghe, screpolature, possa favorire la cicatrizzazione alleviando il dolore. Mességué raccomanda di scaldare le foglie di verza e di applicarle calde sulle parti doloranti tipo le articolazioni, stomaco e gola. Frullando la foglia di cavolo, si ottiene un concentrato, scrive sempre Mességué, che se bevuto con un cucchiaio di miele disciolto dentro, risulta essere un vero toccasana contro le infiammazioni della gola e del tratto esofageo. Se non si sopporta il sapore troppo intenso, è allo stesso tempo molto efficace un semplice gargarismo. Per 4 persone:

400 g di verza
250 ml di panna da cucina
3 uova
1 cipolla
100 g di fontina
2 dl di latte
20 g di maizena
1 rametto di prezzemolo
1 foglia di alloro
olio, sale, pepe nero

Lavate la verza eliminando la costa centrale e tagliatela a listarelle. Riducete a pezzettini la cipolla e lasciatela rosolare in 3 cucchiai d'olio, quindi aggiungete la verza e la foglia d'alloro, salate e pepate.
Aggiungete 1/2 bicchiere d'acqua, coperchiate e lasciate cuocere a fiamma dolce, rigirando di tanto in tanto, fino all'assorbimento dei liquidi. Fate raffreddare e conservate qualche strisciolina di verza per la presentazione del piatto. Ponete il composto in una ciotola con il prezzemolo sminuzzato, le uova, la panna e un pizzico di sale. Frullate il tutto e disponete il composto negli stampini, quindi infornate a 180° per 1 ora. Nel frattempo preparate la fonduta portando ad ebollizione il latte nel quale dovete stemperare la maizena già disciolta in un cucchiaio d'acqua. Incorporate la fontina a cubetti e mescolate finchè non sarà completamente disciolta. Toglietela dal fuoco, levate dagli stampini gli sformatini di verza alla crema di formaggio e serviteli in tavola accompagnati dalla fonduta ben calda con una  spolverata di pepe nero.



venerdì 8 agosto 2014

MATTONELLA SOFFICE ALLE CAROTE

La mattonella soffice alle carote è molto gustosa, colorata e salutare, ideale anche per gli amici vegetariani, ottimo manicaretto da servire anche freddo. Lo sapevate che in origine la carota è una radice di color viola, rosso e bianco?

Proviene dall'Europa Meridionale e dal Medio Oriente dove furono coltivate per la prima volta a scopi curativi più di 5000 anni fa. Solo nel XII secolo si iniziò a diffondere in tutta Europa, e fu proprio nei Paesi Bassi che venne effettuata una selezione per la quale si arrivò alla carota del tipico colore arancione che noi tutti conosciamo. Gli Olandesi vollero infatti omaggiare con questo gesto la dinastia degli Orange. L'uso nelle cucine italiane avvenne nel '500, quando Caterina Dei Medici la propose in numerose ricette deliziando i commensali della sua corte. Una leggenda associata alla carota è legata al fatto che veniva ritenuta un alimento afrodisiaco. Si credeva, infatti, che durante una notte di luna piena, andasse raccolto un fiore di carota. Vi era la convinzione che stimolasse la produzione degli ormoni femminili e favorisse il concepimento di una nuova vita. Molto probabilmente per questo motivo le donne inglesi, durante il XVI secolo, avevano l'abitudine di intrecciarsi i capelli adornandoli con i fiori della carota. Per 4 persone:

200 g di carote
5 albumi
5 spicchi d'aglio
80 g di grana grattugiato
20 g di burro
400 g di latte
10 g di farina
sale

Bollite l'aglio in 200 g di latte, fino a quando gli spicchi non risulteranno morbidi. Tenete da parte questo concentrato di latte all'aglio che userete a fine preparazione. Lessate le carote mondate e tagliate a rondelle e frullatele. Trasferite questa crema in un pentolino antiaderente, aggiungetevi 10 g di burro e fate asciugare a fuoco lento. Lasciate raffreddare e incorporate il grana. Montate a neve gli albumi con una buona presa di sale. Foderate con carta forno uno stampo a cassetta di 20 cm e riempitelo alternando uno strato della crema di carote con uno di albumi. Ponete in forno preriscaldato per 15' a 200°. Nel frattempo portate ad ebollizione l'altro latte. Fondete a parte il rimanente burro, incorporate la farina a pioggia e la salsina all'aglio passata attraverso un colino preparate in precedenza. Salate e aggiungete poco alla volta gli altri 200 g di latte bollente, mescolando fino ad ottenere un composto fluido piuttosto liquido. Disponete la mattonella soffice alle carote su un piatto da portata, tagliatela a fette e versate accanto la salsina all'aglio.


sabato 19 luglio 2014

OMELETTE ALLE ERBETTE AROMATICHE E CAPRINO

Il piatto di oggi è un classico della cucina francese, in questa mia versione le omelette alle erbette aromatiche e caprino diventano un profumatissimo secondo dal sapore intenso. Veloci e facilissime da preparare sono l'ideale per un pranzo o una cena dell'ultimo minuto. Ma parliamo un po' del formaggio caprino, ottimo alimento che negli ultimi tempi sta ritornando in auge grazie alle sue riscoperte proprietà benefiche per il nostro organismo. Addirittura il caprino sarebbe da preferire al classico vaccino, in quanto risulta più magro e più facilmente digeribile (100 grammi di caprino contengono circa 250 cal) perfetto dunque da inserire nelle diete. Inoltre il latte di capra contiene una maggior quantità di calcio e addirittura il doppio del ferro rispetto al latte di vacca. In generale risultano meglio tollerati da chi soffre di allergie alle proteine del latte vaccino, che spesso tendono al sovrappeso ed hanno disturbi al tratto intestinale. In tali casi il caprino non infiamma, ma allo stesso tempo nutre e non provoca gonfiori addominali. Ultimo dato da sottolineare, ma di certo non meno importante, è il fatto che la capra non si presta agli allevamenti intensivi, dunque non viene nutrita con i classici insilati (cioè i mangimi industriali) tutto a vantaggio della nostra salute! Per 4 persone:

4 uova
150 g di caprino
1 rametto di salvia
1 rametto di rosmarino
1 rametto di origano
olio, sale

Sminuzzate le erbette aromatiche, mescolatele e dividetele in 4 gruppetti. Tagliate a fettine sottilissime il caprino e dividete anche questo in 4 patri. Sbattete un uovo in una ciotolina e regolate di sale. In una padella antiaderente mettete un goccio d'olio e versatevi l'uovo sbattuto, spargetelo per tutta la padella e cospargete lungo tutta la sua superficie il primo gruppetto di caprino, quindi sovrapponete il primo quarto di erbette aromatiche. Con l'aiuto di due forchette formate un rotolino e lasciate cuocere per un minuto per lato. Ripetete l'operazione con le altre 3 uova. Servite le omelette alle erbette aromatiche e caprino secondo il vostro gusto calde o fredde.



martedì 3 giugno 2014

INSALATA DI ASPARAGI E FUNGHI

Primavera, soleggiate e tiepide giornate, golosi frutti della terra, ne approfittiamo a tavola per rinfrescarci e assaporare questa colorata insalata di asparagi e funghi? Perché no! Solo 3 ingredienti per una portata tutto sapore. Ma i protagonisti di questo periodo sono senza dubbio gli asparagi, eccellenti vegetali apprezzati sin dai tempi più antichi. Se ne trova addirittura traccia nel "De Agricoltura" di Catone, ma anche Plinio ne illustrò le sue tecniche di coltivazione. Un curioso aneddoto sugli asparagi è invece legato a Edouard Manet, e al suo famoso dipinto "L'asparago". Si dice infatti che nel 1880 un famoso banchiere, appassionato e intenditore di tele e di arte in generale, commissionò a Manet una natura morta raffigurante un mazzo di asparagi. Alla consegna dell'opera il pittore chiese 800 franchi, ma il banchiere gliene diede 1000, asserendo che non era abituato a pagare per un dipinto meno di questa cifra. Manet pensò di sdebitarsi regalando al committente un altro suo lavoro, raffigurante un solo asparago. Lo spirito allegro e le battute sempre pronte di Manet lo avevano reso noto a Parigi, ed anche in tale circostanza non si smentì: Fece recapitare al banchiere quest'ultima tela accompagnata da un biglietto con su scritto: "ne mancava uno al vostro mazzo". Attualmente l'opera "Mazzo di asparagi" si trova a Colonia, presso il Wallraf-Richartz-Museum, mentre "L'asparago" è custodito al Musée d'Orsary a Parigi. Per 4 persone:

300 g di asparagi
250 g di funghi freschi
2 cucchiai di olio
100 g di pomodorini
Per la marinata:
2 cucchiai di aceto
5 cucchiai di olio
1 cucchiaino di paprica dolce
1 rametto di prezzemolo
sale

Pulite i funghi e tagliateli a fettine, fateli rosolare nell'olio per 10 minuti a fuoco medio. Lessate gli asparagi, tagliateli a pezzi di 5 centimetri circa e mescolateli con i funghi. Riducete in dadini i pomodorini e aggiungeteli ai funghi e agli asparagi. Tritate il prezzemolo e incorporatelo a tutti gli ingredienti della marinata in una ciotolina, sbattete energicamente con una forchetta e versate il liquido sull'insalata di asparagi e funghi. Lasciatela riposare in frigo per circa 30 minuti prima di servirla.



lunedì 19 maggio 2014

CARCIOFI RIPIENI

Oggi cuciniamo uno dei grandi classici tra le ricette della cucina primaverile: i carciofi ripieni. Buono da gustare ma anche molto bello da vedere, il carciofo fonda le sue radici in una leggenda mitologica greca, che narra le vicissitudini del Dio degli Dei Zeus e la bella ninfa Cynara, che vuol dire cenere, perché la fanciulla aveva dei lunghi capelli color cenere. Zeus s'innamorò perdutamente di lei. Cynara era alta, longilinea e ben proporzionata, i suoi occhi di un particolarissimo colore verde con venature viola. Ma la bellezza non era l'unica qualità a contraddistinguerla, difatti aveva un cuore gentile e l'animo buono, ma era anche volubile e orgogliosa. Per questo motivo, quando Zeus iniziò a corteggiarla, Cynara lo rifiutò, e lo fece ripetutamente. Ovviamente ciò mandò Zeus su tutte le furie, tanto che decise di trasformarla in un vegetale che le somigliasse: doveva essere verde con screziature viola come i suoi occhi, spinoso e rigido come il suo carattere ma allo stesso tempo con un cuore dolce e morbido, com'era il suo animo. Nacque così il carciofo. Per 2 persone:

4 carciofi
1 l di salsa
2 uova
20 g di pecorino
2 spicchi d'aglio
100 g di mollica di pane
1 rametto di prezzemolo
sale, olio


Pulite i carciofi come nella foto: dovete eliminare le foglioline più esterne finché non le sentirete tenere. Tagliate poi intorno alla base, con un movimento circolare del coltello dall'esterno all'interno (più facile a farsi che a dirsi!!!). Tagliate infine anche la parte superiore del carciofo, eliminandone così circa la metà.





Impugnando il carciofo dalla base, sbattetelo con decisione su un tagliere. Questa operazione servirà per aprirlo a rosa, facilitando l'inserimento in esso del ripieno.






In una terrina sbriciolate la mollica, tritate finemente un aglio e il prezzemolo, aggiungete le uova e il pecorino, quindi regolate di sale e mescolate per benino il tutto.






Riempite con questo composto i carciofi, cercando di schiacciarlo il più possibile al loro interno.




E cosa farne dei gambi? Lo sappiamo, in cucina non si butta via niente, tutt'al più noi li gettiamo in pentola. Detto fatto: private il gambo della sua parte esterna sfilacciandolo con un coltello e tagliatelo a pezzettini. Ponete in una pentola un C di olio con la salsa e l'altro spicchio d'aglio, aggiungete i pezzetti di gambo dei carciofi e regolate di sale. Adagiatevi i carciofi, coperchiate e lasciate cuocere a fiamma bassissima per circa 50 minuti, smuovendo di tanto in tanto la pentola con un movimento circolare. Servite caldi i vostri carciofi ripieni.




giovedì 15 maggio 2014

TORTA DI RISO ALLA CHIOGGIA, INDIVIA E SCAMORZA

Un po' lunga nella descrizione ma semplicissima da preparare, oggi vi propongo la torta di riso alla chioggia, indivia e scamorza. Ottima per i vegetariani, il delicatissimo connubio di queste due insalate viene arricchito dal sapore deciso della scamorza. Ma approfondiamo il discorso sul radicchio di chioggia. Le sue foglie hanno una forma tondeggiante di colore rosso con venature bianche. E' squisito da consumare cotto, ma se mangiato crudo, apporta naturalmente un maggior numero di nutrienti. Appartiene alla famiglia delle cicorie e deriva dall'incrocio fra il radicchio trevigiano e l'indivia. Del radicchio di chioggia sono note le sue proprietà diuretiche e digestive. Ricco di potassio, fosforo e calcio, ha un basso contenuto calorico ed è quindi consigliato in tutte le diete a regime controllato. Infine, gli amici affetti dal diabete di tipo 2 sanno sicuramente che il radicchio di chioggia deve essere sempre presente nella loro dieta, poiché le fibre presenti in esso hanno la proprietà di trattenere gli zuccheri presenti nel sangue. Per 6 persone:

300 g di riso arborio
1 cespo d'insalata di Chioggia
2 cespi di indivia
100 g di scamorza
80 g di parmigiano grattugiato
50 ml di latte
3 uova
1 scalogno
40 g di burro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 tazza di brodo vegetale
sale, pepe nero

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere con 20 g di burro, aggiungete il riso, fatelo tostare per un paio di minuti, poi aggiungete il vino e il brodo bollenti. Lasciate evaporare e proseguite la cottura per altri 5 minuti a fuoco basso, sempre mescolando. Togliete il riso dal fuoco e lasciatelo intiepidire. Pulite i cespi di indivia e chioggia e tagliateli a listarelle. Mettete il riso in una ciotola, aggiungete il latte, il parmigiano, le uova, 2/3 delle listarelle e della scamorza tagliata a cubetti. Regolate di sale e pepe e mescolate il tutto. Trasferite questo composto in una teglia tonda di 26 cm di diametro antiaderente, livellate la superficie e cospargetela con la rimanente verdura e scamorza. Distribuite infine dei fiocchetti con il rimanente burro e infornate a 190° per 30 minuti. Servite la torta di riso alla chioggia, indivia e scamorza ancora calda.



lunedì 12 maggio 2014

FLAN DI CAVOLFIORE

Il flan di cavolfiore è una deliziosa preparazione vegetariana che stupirà comunque tutti i vostri commensali. Delicato e soffice antipasto, è un ottimo modo per far mangiare il cavolo ai vostri bambini. Con il termine flan, di derivazione francese, si indica una preparazione al forno, che se dolce indica un budino, se salata rappresenta uno sformato, generalmente di verdure. Curioso il fatto che flan in francese viene usato nell'espressione "en rester comme deux ronds de flan", cioè rimanere a bocca aperta... chissà perché, forse si resta così deliziati da questi sformatini che... si rimane letteralmente a bocca aperta! Ma sveliamo un po di segreti per far venire bene un flan di verdure. Anzitutto la verdura non dev'essere molto cotta. Poi è molto importante che perda gran parte della sua umidità, ecco perché bisogna farla asciugare in padella con il burro. L'aggiunta della farina non è obbligatoria, ma corregge un'eventuale eccessiva morbidezza dovuta al fatto che le verdure sono ancora troppo acquose o se abbiamo usato delle uova troppo grandi. Prima di togliere il flan dal forno è bene fare la prova dello stecchino: si infila uno stuzzicadenti nel centro della preparazione, quando lo estraete dovrà uscire pulito. Infine bisogna lasciare lo stampo in forno, spento e semiaperto, finché il flan sarà tiepido. Per 6 persone:

1300 g di cavolfiori
4 uova
60 ml di panna da cucina
40 g di burro
3 cucchiai di grana grattugiato
sale, pepe nero

Lessate le cimette di cavolfiore in acqua salata per 5 minuti dopo la bollitura, scolatele perfettamente e tenetene da parte qualcuna per la decorazione. In una padella ponete il burro ed il cavolfiore, e saltate a fuoco allegro per altri 5 minuti rigirando spesso. Lasciate intiepidire e nel frattempo sbattete con una forchetta le uova con un pizzico di sale, aggiungete una spolverata di pepe, la panna, il grana e amalgamate bene il tutto. Passate in un mix il cavolfiore fino a ridurlo in crema e unitelo al composto precedentemente preparato. Frullate per un minuto e trasferite il tutto in uno stampo imburrato e infarinato, io uso stampini al silicone, così salto quest'ultima operazione :-))) Infornate a 180° per 50 minuti. Una volta tiepido, sformate il flan di cavolfiore su un piatto da portata e decorate con le cimette messe da parte in precedenza.

lunedì 5 maggio 2014

ZUCCA IN PADELLA

Per la gioia degli amici vegetariani ma non solo, oggi prepariamo la zucca in padella, un semplicissimo contorno adatto a chi ama questo ortaggio dal vivace colore arancione. A ma piace molto, e adoro il fatto di poter scegliere fra moltissime qualità di zucca, pensate che si stima che ne esistano all'incirca 450 tipi diversi, davvero un'esagerazione! Probabilmente è l'ortaggio più grande che Madre Natura ci dona, originaria del Nord America, fu l'alimento base per gli indiani, dai quali i primi coloni impararono la coltivazione. E' proprio dall'America del Nord che proviene la leggenda sulla zucca che oggi vi voglio raccontare. Si Narra che un uomo molto ricco e potente chiamato Iaia perse prematuramente il suo unico figlio. Il povero disperato decise di seppellirlo in una zucca gigante ai piedi di una montagna. Trascorso qualche giorno dal funerale, il padre decise di andare ad onorare la tomba del figlio. Quando la scoperchiò, con suo enorme stupore, trovò al posto della salma la zucca piena d'acqua e pesci. Spaventato l'uomo fece ritorno al suo villaggio. Alcuni suoi cittadini erano convinti che Iaia avesse sepolto con il figlio immense fortune in denaro, oro e preziosi, quindi decisero di rubarla. Ai furbacchioni andò davvero male, perché furono colti in flagrante dallo stesso Iaia. Dallo spavento i saccheggiatori si lasciarono sfuggire dalle mani la zucca, che cadendo a terra si frantumò in mille pezzi. Dal suo interno fuoriuscì l'acqua e i pesci che, dice la leggenda, formarono gli oceani e i mari. Per 4 persone:

800 g di zucca
1 cipolla
2 foglie di alloro
50 g di parmigiano grattugiato
1 bicchiere d'acqua
sale, olio, pepe nero

Tagliate a fettine sottili la cipolla e mettetela in padella con l'olio e le foglie di alloro. Mondate la zucca e tagliate anch'essa a quadrotti irregolari. Ponetela in padella, aggiungete l'acqua, regolate di sale e pepe nero, coprite e cuocete a fiamma media per 20 minuti. Mescolate di tanto in tanto finché il liquido non si sarà asciugato. Prima di servire sul piatto da portata, spolverate la zucca in padella con il parmigiano.


venerdì 11 aprile 2014

UOVA ALLE CIPOLLE AGRODOLCI

Le uova alle cipolle agrodolci sono una ricetta davvero molto versatile, in quanto può essere utilizzata come antipasto, secondo e contorno. L'uovo è il re della tavola, sopratutto ora, per il periodo pasquale. L'uovo è per sua natura un alimento polivalente, dai mille impieghi nell'arte culinaria, ma sapete da cosa deriva il modo di dire "l'uovo di Colombo"? In realtà questa è una locuzione che sta ad indicare una soluzione inaspettatamente semplice ad un problema apparentemente irrisolvibile. Pare che la storia dell'aneddoto abbia dei fondamenti di verità, in quanto si narra che Colombo, tornato dal suo viaggio verso il Nuovo Mondo, fu invitato dal cardinale Mendoza ad una cena in suo onore. Durante il banchetto, un gruppo di commensali spagnoli derisero la sua impresa, sminuendola, asserendo che chiunque l'avrebbe potuta portare a termine avendo a disposizione i suoi mezzi. Colombo prontamente invitò allora i criticoni a mettere in pratica un compito altrettanto semplice: far state dritto sul tavolo un uovo. Dopo numerosi tentativi, nessuno dei commensali vi riuscì e pregarono Colombo di svelare loro come fare. Detto fatto: il navigatore picchiettò sul tavolo l'uovo in modo da ammaccarlo leggermente, creando così una base d'appoggio stabile. Allora nuovamente i presenti lo criticarono dicendogli che sarebbero stati capaci anche loro di fare una cosa del genere. A questo punto Colombo tuonò: "la differenza, signori miei, è che voi avreste potuto farlo, io invece l'ho fatto!". E bravo Cristoforo! Per 4 persone:

5 uova
300 g di cipolle
70 g di burro
1 cucchiaio di farina
1/2 bicchiere di aceto bianco
2 cucchiai di zucchero
2 chiodi di garofano
1 pezzo di cannella
1 manciata di olive nere
prezzemolo, sale, pepe nero

Preparate 4 uova sode, sgusciatele, tagliatele a metà nel senso della lunghezza e tenetele da parte. Tagliate le cipolle a metà e poi a listarelle larghe circa 1 cm, ponetele in un tegame con il burro, salate e pepate e lasciatele imbiondire, mescolando di tanto in tanto. Quindi spolverizzate con la farina sempre mescolando. Dopo un minuto, bagnate con l'aceto, abbassate la fiamma, coprite il tegame e lasciate cuocere per 25 minuti. Trascorso questo tempo, unite lo zucchero, i chiodi di garofano, la cannella e il tuorlo dell'uovo avanzato sbattuto con un cucchiaio d'acqua. Amalgamate tutti gli ingredienti senza far bollire la salsa, togliete dal fuoco. Adagiate le uova su un piatto da portata e sistematevi intorno la crema di cipolle. Prima di servire in tavola le uova alle cipolle agrodolci, guarnite con le olive e il prezzemolo tritato.


lunedì 31 marzo 2014

POKER DI CAROTE

Un'idea sfiziosa per convincere i bambini difficili a tavola a mangiare le verdure? Provate con il poker di carote! Scegliendo le formine giuste e facendovi aiutare dal naturale colore di questo piatto, sarà semplicissimo persuadere anche i bimbi più capricciosi. E magari nel frattempo potete raccontargli la fiaba di Puf Puf e della carota. Puf Puf era un piccolo bambino che viveva in una scatola di fiammiferi vuota, visto che non era alto più di un pollice. Puf Puf andava matto per i treni, e quando ne vedeva uno voleva subito salirci sopra. Il suo sogno più grande era quello di guidarne uno, ma era davvero infelice perché era troppo piccolo, e non sarebbe mai potuto succedere. Mentre fantasticava ad occhi aperti Puf Puf vide una coccinella piccolissima, che gli disse che lo conosceva molto bene, che lo aveva visto crescere, e sapeva che lui era vittima di un incantesimo. Gli raccontò che una brutta strega cattiva non voleva che i bambini crescessero sani e belli mangiando le carote. Allora preparò una pozione magica che fece bere a tutti gli abitanti del villaggio: gli adulti si addormentarono mentre i bambini rimasero piccoli come un pollice, perché non mangiavano le carote e non crescevano più. Così la strega cattiva potè mangiare tutte le carote del villaggio e rimanere per sempre giovane e bella. Solo un bambino coraggioso avrebbe potuto sciogliere l'incantesimo, mangiando lui per primo una carota. Puf Puf, deciso a salvare tutti i bambini e gli adulti, si fece portare dalla coccinella una carota e la mangiò. Come per magia Puf Puf divenne grande, così come tutti gli altri bambini, che ricominciarono a mangiare di vero gusto le carote. La strega cattiva fu scacciata dal villaggio e non potendo più nutrirsi di carote, divenne vecchia e brutta. Gli adulti si svegliarono e regalarono a Puf Puf un coloratissimo trenino, per ringraziarlo del suo atto eroico. Per 4 persone:

500 g di carote
200 g di besciamella
50 g di parmigiano grattugiato
1 porro
2 uova
1 formaggino
100 g di latte
olio, sale, pepe bianco

Il giorno prima lessate e frullate le carote. Soffriggete il porro, unite il purè di carote, salate e fate asciugare a fiamma viva per 2 minuti. Incorporate al purè la besciamella (se la volete fare voi seguite questa ricetta), le uova, il parmigiano e il pepe bianco. Versate il composto in una teglia e infornate a 180° per 1 ora. Lasciate raffreddare e ponetelo in frigo.


Prima di servire il poker di carote, il giorno successivo, tagliate il composto con delle formine. Potete anche, a piacere, versarvi sopra una salsina di formaggio facendo fondere il formaggino con 100 g di latte in un pentolino.





giovedì 27 marzo 2014

ZUPPA DI FAGIOLI E SCAROLA

La zuppa di fagioli e scarola è un piatto povero, ma allo stesso tempo davvero ricco di gusto. Anche se la primavera è già arrivata, fa ancora abbastanza freddo, quindi vi do un'ottima idea per scaldarvi a tavola. C'è chi sostiene che questa ricetta sia tipica del Lazio, chi ritiene sia campana, non si sa con precisione, io vi presento la mia personalissima versione, che vi assicuro è da leccarsi i baffi... La scarola vanta poi di possedere numerose proprietà, molto utili alla nostra salute. A chi è perennemente a dieta farà senz'altro piacere sapere che per 100 g di prodotto si hanno solo 15 calorie. E' molto ricca della preziosa vitamina K, ottimo anticoagulante del sangue. La scarola è fra le verdure con la maggiore concentrazione di acido folico, quindi, come abbiamo detto tante altre volte a proposito di altri tipi di insalate, è vivamente consigliata alle donne in gravidanza, perché previene la spina bifida nel nascituro. Infine, la scarola è diuretica in quanto è ricca di potassio e povera di sodio e magnesio. Insomma, dopo averla tanto decantata, sveliamo il suo piccolo difetto: è leggermente amarognola. Ma anche questo neo diventa un suo pregio. Difatti, secondo la medicina tradizionale Cinese, l'amaro nutre l'elemento Fuoco, riequilibra le funzioni della milza e tonifica i reni. Per 2 persone:

 400 g di fagioli
150 g di scarola già lessata
1 patata
2 bicchieri d'acqua
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
sale, olio

La ricetta è davvero elementare: non dovete far altro che versare tutti gli ingredienti in pentola, coprire con un coperchio, cuocere a fuoco basso per 20 minuti ricordandovi di rimestare di tanto in tanto. Servite la zuppa di fagioli e scarola in tavola ben calda.




mercoledì 19 marzo 2014

POLPETTE DI LEGUMI E PATATE

Se volete gustare un piatto davvero nutriente, fritto, senza avere rimorsi e senza dover fare troppo i conti con la bilancia, vi suggerisco le polpette di legumi e patate. Eh si, vi propongo una frittura, deliziosa e molto particolare, ma se volete evitarla potete anche preparare e polpette e infornarle, in modo da renderle più leggere. Le polpette di legumi e patate hanno un effetto davvero saziante, perché i legumi secchi addirittura triplicano il loro peso e volume dopo la cottura. In questa preparazione i legumi presenti sono i ceci e le lenticchie, che si sa, hanno la nomea di portare denaro e buona sorte, sopratutto se consumate durante il cenone di capodanno. Ma da cosa deriva questa credenza? Si narra che molti secoli fa, un povero contadino ricavò dal suo raccolto di lenticchie solo un misero sacchetto, con il quale avrebbe dovuto sfamare la sua numerosa famiglia fino al prossimo inverno. Il disperato supplicò il cielo di donargli lo stretto necessario per riuscire a tirare avanti. Con sua immensa sorpresa e il cuore ricolmo di gioia, il giorno seguente l'uomo trovò al posto del sacchetto di lenticchie un saccho pieno di monete di oro zecchino, che permisero a lui e alla sua famiglia di vivere nell'agio per il resto della loro vita. Per 4 persone:

40 g di lenticchie cotte
40 g di ceci cotti
200 g di patate
2 carote
1 uovo
60 g di pangrattato
50 g di parmigiano grattugiato
crema di aceto balsamico
maggiorana, sale, pepe nero, olio di semi

Sbucciate le carote e le patate, riducetele in pezzettini e bollitele in acqua salata finché non risulteranno morbide. Scolatele e schiacciatele in una ciotola con una forchetta. Unitevi i legumi sgocciolati, metà del pangrattato, l'uovo, il parmigiano e la maggiosana. Regolate di sale e di pepe e amalgamate bene il tutto. Quindi, con le mani umide, formate delle polpette, ripassatele nel rimanente pangrattato e friggetele in abbondante olio fino alla loro doratura. Scolatele e ponetele ad asciugare su un pannocarta. Servite le polpette di legumi e patate ben calde e decorate con una spruzzatina di crema di aceto balsamico.


sabato 22 febbraio 2014

OLIVE TAGGIASCHE E PEPERONI

Le olive taggiasche e peperoni sono un contorno semplicissimo da preparare, molto veloce e colorato. Questa particolare qualità di oliva, la taggiasca, si presta particolarmente a questa preparazione, perché racchiude in se un particolare sapore fruttato e dolciastro, leggero e delicato. Le olive taggiasche sono un prodotto tipico italiano e prendono il loro nome da un caratteristico borgo medioevale della Liguria dal quale provengono: Taggia. Dagli esperti olivicoltori questa particolare qualità di olive viene considerata la più delicata in assoluto, dunque anche la più pregiata, tanto d'aver ottenuto, nel 1997, il marchio DOP in tutta la provincia di Imperia. L'oliva taggiasca varia dal verde al nero, con sfumature di marrone. Dalla forma cilindrica e più spessa alla base, è caratterizzata da una polpa consistente e ricca. Per 4 persone:

1 peperone rosso
1 peperone giallo
300 g di olive taggiasche
1 foglia di alloro
origano, sale, olio

Riducete in pezzi i peperoni e poneteli in padella con 3 cucchiai di olio, le olive, l'alloro e una bella presa di origano. Regolate di sale e fate cuocere con il coperchio a fuoco moderato per 15 minuti, rimestando spesso. Tutto quì: trascorso questo tempo trasferite le olive taggiasche e peperoni in un piatto da portata e servite in tavola.


lunedì 17 febbraio 2014

PASTA E CAVOLFIORI

Carissimi amici, oggi vi propongo un primo piatto molto semplice e veloce a base di sapori antichi dell'orto: la pasta e cavolfiori. Ottima questa varietà di cavolo, dalle innumerevoli proprietà, ricchissimo di oligoelementi. Fra questi troviamo il ferro utile all'ossigenazione, lo zinco che rinforza i capelli, lo zolfo prezioso disinfettante, il selenio antinvecchiamento e il bromo che ci aiuta a cullarci più facilmente fra le braccia di Morfeo. Una curiosità: il cavolfiore è anche molto ricco della rara vitamina U, che fra i numerosi benefici ha l'unico demerito di conferire a questo saporito ortaggio quel suo classico tremendo odore, particolarmente pregnante in fase di cottura. Io ho sperimentato questo metodo: aggiungo un pochino d'aceto all'acqua di bollitura e l'effetto indesiderato viene decisamente smorzato! Per 4 persone:

1 cavolfiore
300 g di pasta di formato medio
1 spicchio d'aglio
2 pomodori
1 pizzico di peperoncino piccante
sale, olio

Sbollentate il cavolfiore in piccoli ciuffetti in acqua salata, scolatelo e tenetelo da parte. In una padella unite l'aglio, i pomodori tagliati a cubetti, il peperoncino, l'olio e i ciuffetti di cavolfiore ridotti in pezzettini ancora più piccoli.




Fate insaporire tutti gli ingredienti a fuoco medio per circa 15 minuti rigirando spesso. Nel frattempo cuocete la pasta e scolatela. Eliminate lo spicchio d'aglio e unite la pasta, fatela saltare in padella fino ad amalgamare il tutto. La vostra pasta e cavolfiori è pronta.






venerdì 10 gennaio 2014

FINOCCHI GRATINATI

Cosa si nasconde sotto la leggera crosticina croccante? I finocchi gratinati, che possiamo preparare insieme per deliziare la vista e il gusto. Il finocchio, meraviglioso ortaggio della stagione fredda, il cui nome deriva dal latino: fenuculum o feniculum, che è il diminutivo di fenum, cioè fieno, proprio ad indicare e ricordare nella forma una pianta dalle foglie molto sottili, per l'appunto il fieno. Il finocchio viene coltivato in tutt'Italia, dalle zone marittime a quelle submontane, ed è originario delle terre asiatiche. Al finocchio sono attribuite numerose proprietà medicamentose: digestive, antispasmodiche, antiscorbutiche, diuretiche, espettoranti e come se non bastasse, purgative, vulnerarie e fermifughe. Per 4 persone:

4 finocchi
500 g di besciamella light
50 g di parmigiano grattugiato
100 g di emmental

Sbollentate i finocchi tagliati in quarti in abbondante acqua salata per 10 minuti. Scolateli e adagiatesi su una pirofila da forno. Preparate la mia besciamella light con questa ricetta qui, dimezzando le dosi. Ricoprite con questa crema i finocchi. Tagliate a cubetti l'emmental e disponetelo sullo strato di besciamella. Spolverizzate infine con il parmigiano. A questo punto potete infornare a 200° per 20 minuti più 5 minuti con il grill. Se usate il forno a microonde potete addirittura dimezzare i tempi di cottura: 10 minuti con la funzione crisp e 3 con quella grill. Qualunque sia la vostra scelta, servite i finocchi al gratin in tavola ben fumanti.


venerdì 3 gennaio 2014

MELANZANE RIPIENE ALLA PUGLIESE

Le melanzane ripiene alla pugliese sono una fantastica ricetta che ho appreso dalla cucina di mia suocera. In realtà a casa mia (cioè mio padre) le cucina diversamente, e presto vi posterò anche quest'altra versione per farvi gustare la differenza. Abbiamo già parlato in altri post dei benefici che si ottengono dal consumo della melanzana, oggi possiamo aggiungere che le sostanze amarognole contenute in questo ortaggio, aiutano ad abbassare il tasso di colesterolo cattivo nel sangue. Inoltre l'assunzione delle melanzane stimola la creazione della bile, che viene prodotta dal nostro organismo fra un pasto e l'altro, e mangiando viene iniettata nel duodeno dove collabora alla digestione. Per 6 persone:

6 melanzane di piccola dimensione
200 g di mollica di pane raffermo
2 uova
2 spicchi d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
6 cucchiai abbondanti di pecorino grattugiato
10 pomodorini ciliegino
olio, sale

Tagliate le melanzane nel senso della lunghezza a metà, svuotatele della polpa e riducetela a cubetti, che metterete a cuocere per 15 minuti in una padella antiaderente con olio, sale, la mollica di pane sbriciolata non troppo finemente con il trito di prezzemolo e aglio. A metà cottura vi consiglio di aggiungere una tazzina d'acqua, perchè la melanzana ha il brutto vizio di assorbire tanto olio e rischiate un attaccamento generale.... Lasciate raffreddare e nel frattempo pelate i pomodorini e sfilettateli, uniteli quindi al composto ormai tiepido e aggiungete anche il pecorino e le uova. Amalgamate bene il tutto e con questo composto riempite l'involucro delle melanzane svuotate in precedenza. In una placca da forno antiaderente unta leggermente d'olio aggiungete un'altra tazzina d'acqua e adagiatevi su le melanzane. Infornate a 200° per 45 minuti. Le melanzane ripiene alla pugliese sono buonissime calde, ma vi assicuro, ottime il giorno dopo!





lunedì 18 novembre 2013

TORTINO DI RISO ALLE MELANZANE

Oggi per voi una ricetta facile facile ma molto gustosa e colorata: il tortino di riso alle melanzane. Il riso è un alimento molto sano, fra tutti i cereali risulta essere quello con minor potenziale allergenico. Ma una volta raccolto, come arriva sulle nostre tavole? In realtà questo piccolo dono della natura ha bisogno di diverse fasi di lavorazione, la prima delle quali consiste nell'eliminazione delle parti più evidenti d'impurità, attraverso l'uso di setacci e getti d'aria. Segue poi la cosiddetta "sbramatura", cioè vengono staccate dal chicco di riso delle specie di foglioline. A questo punto abbiamo ottenuto il riso integrale, che è buonissimo e molto ricco di proprietà nutrizionali, ma richiede una cottura più lunga del riso bianco. Quindi si procede alla "sbiancatura" per eliminare al parte più esterna del chicco. In base al numero di passaggi che si eseguono in questa fase di raffinazione, si ottiene il riso semiraffinato, il riso mercantile, il riso raffinato di I grado e il riso raffinato di II grado. Lo step finale è la "brillatura", che ha lo scopo di conferire lucidità al riso e consiste in un trattamento leggero con glucosio oppure con olio di vasellina. Per 2 persone:

200 g di riso per risotti
1 melanzana
300 g di pomodori
100 g di mozzarella
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di grana grattugiato
1 rametto di basilico
olio, sale, pepe nero

Preparate un sughetto con i pomodori, il battuto d'aglio e basilico e una spruzzarina di pepe nero. Bollite il riso e scolatelo, quindi saltatelo nel sughetto in modo che si impregni per bene, lasciandone un pochino da parte. Tagliate a striscioline la mozzarella, e incorporatene la metà al riso. Nel frattempo affettate la melanzana e rosolate le fettine di circa 1 centimetro in una padella con poco olio, scolatele e tenetele da parte. Ponete metà del riso in una pirofila da forno, fate uno strato con le melanzane e ricoprite con il restante riso. Aggiungete la mozzarella, le ultime fettine di melanzane e il rimanente sugo. Infornate a 180° per 15 minuti. Prima di servire in tavola, decorate il tortino di riso alle melanzane con qualche foglia di basilico.


lunedì 4 novembre 2013

BROCCOLI FILA E FONDI

Questo pittoresco ortaggio a forma di alberino stuzzica la fantasia e l'immaginazione dei più piccoli, ecco perchè la ricetta di oggi, i broccoli fila e fondi, è adattissima anche per i bambini che normalmente pongono delle difficoltà nell'assumere verdure. Sarà gradita agli amici vegetariani e in generale a tutti coloro che sono particolarmente attenti alla linea, visto che i broccoli hanno il notevole vantaggio di essere molto poveri di grassi e soprattutto di possedere una notevole quantità di fibra alimentare, utilissima per l'aumento della sazietà. In più, facendo parte della famiglia dei cavoli, vantano proprietà antitumorali. Ancora una volta possiamo portare a tavola dall'orto questo preziosissimo dono della natura! Per 2 persone:

1 cespo di broccoli
1 formaggino
3 sottilette
1/2 cucchiaino di paprica dolce
1 cucchiaio di maizena
200 ml di latte
sale, olio

Ricavate dal broccolo i ciuffetti, lavateli e lessateli in acqua bollente e salata secondo la cottura desiderata. Io li lascio cuocere per una decina di minuti per lasciarli un pochino al dente. Scolateli e nel frattempo preparate in un tegamino la besciamella light, ma seguendo queste dosi per il latte e la maizena. Quindi incorporate la paprica, i broccoli, e il formaggino. Rimestate finchè non sarà ben sciolto. Aggiungete le sottilette e aspettate che fondano a fuoco bassissimo, rigirate per far insaporire il tutto e servite ben caldi i broccoli fila e fondi.


mercoledì 23 ottobre 2013

MELANZANE IN CARROZZA

Le melanzane in carrozza sono una mia invenzione, ispirata dalla più famosa mozzarella in carrozza, ma, come al mio solito, in una versione più leggera, dunque non fritta ma al forno. Le melanzane, anche se ci accompagnano tutto l'anno, sono le regine dei mesi caldi. E siccome la natura ricorre sempre in nostro aiuto, soprattutto nel mese di agosto, quando si ha il massimo della sua maturazione, è vivamente consigliato il consumo della melanzana perché è ricchissima di potassio, e con la sudorazione tendiamo ad eliminare molti sali minerali, il potassio in particolar modo. Essendo un ortaggio molto versatile, la melanzana si presta a numerose preparazioni diverse; io mi diverto molto a sperimentare nuove ricette impanandola e friggendola, grigliandola, al forno, impiegandola nella preparazione della pasta e conservandola sott'olio. Per 4 persone:

200 g di mozzarella
8 fette di pancarrè
1 melanzana
4 cucchiai di salsa di pomodoro
100 di pangrattato
2 uova
2 cucchiai di latte
olio, sale, pepe nero, basilico

Ricavate dalla melanzana 8 fette nel senso della larghezza e grigliatele per un paio di minuti per lato. Tagliate le mozzarelle in 4 fette spesse, fatele sgocciolare e asciugatele molto bene tamponandole con carta da cucina. Prendete 4 fette di pancarrè e su ognuna sistemante in quest'ordine: 1 fetta di melanzana, 1 cucchiaio di salsa, qualche foglia di basilico, 1 fetta di mozzarella. Salate, pepate e continuate la "torre" con 1 fetta di melanzana, foglie di basilico, 1 fetta di pancarrè. In una ciotola sbattete le uova con il latte e una presa di sale e pepe. Ripassatevi i sandwich da entrambi i lati e fate lo stesso nel pangrattato. Adagiate le melanzane in carrozza in una placca e infornate a 200° per 10 minuti. Servitele dopo averle fatte riposare per 4 minuti a temperatura ambiente.