lunedì 13 ottobre 2014

PASTA E CAROTE

La pasta e carote è un allegro primo piatto alternativo, colorato e... croccante. La dolcezza delle carote, che le rende al mio palato molto golose, mi ha spinta ad ideare questa ricetta un po' vellutata dal contrasto fragrante dello speck. Il colore originale della carota, come vi scrivevo nel post "Mattonella soffice alle carote" non è l'arancione. In ogni caso, attualmente, si conoscono 5 tipi di carota: quella che spadroneggia sulle nostre tavole, la classica arancione che è ricchissima di vitamina A, in misura minore anche della B e della C. La carota gialla, generosa di luteina, che è la particolare vitamina che custodisce la macula dell'occhio. Poi esistono la carota bianca e quella rossa, che non hanno molta rilevanza da un punto di vista nutrizionale. Infine abbiamo la pittoresca carota viola, la più interessante per il benessere del nostro organismo in quanto abbonda di antiossidanti che combattono i radicali liberi e stimolano una corretta circolazione. La classica carota arancione viene molto utilizzata anche nella cosmetica, infatti il suo estratto oleoso mantiene integri i tessuti della pelle e la regolare funzione delle membrane cellulari. Questo grazie alla massiccia presenza in essa dei famosi caroteni. Per 4 persone:

300 g di carote
350 g di pasta
100 g di speck
200 g di latte
1 scalogno
1 rametto di prezzemolo
olio, sale, pepe rosa

Tagliate lo scalogno finemente e lasciatelo rosolare in una padella per 5 minuti con un cucchiaio d'olio, quindi aggiungete le carote tagliate a rondelle e continuate a soffriggere per circa 1 minuto. A questo punto incorporate il latte e cuocete a fiamma bassa per 4-5 minuti. A fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato, regolate di sale e pepe e frullate fino ad ottenere una crema. Mentre cuocete la pasta, tagliate a striscioline lo speck e fatelo diventare croccante in padella. Scolate la pasta e saltatela con la crema di carote a fuoco vivo per 1 minuto. Servite la pasta e carote guarnita con i pezzettini di speck.



venerdì 10 ottobre 2014

INVOLTINI DI PROSCIUTTO ALLA ZUCCHINA E CRESCENZA

Gli involtini di prosciutto alla zucchina e crescenza sono un fresco antipasto da preparare in anticipo. Anche se non rappresenta l'ingrediente principale della ricetta, mi piace ritornare a scrivere qualcosa sulla zucchina, ortaggio che io adoro per la sua dolcezza e per la sua versatilità in tutte le preparazioni. Per l'appunto può essere utilizzato dall'antipasto al dolce. Si, dico bene, un dolce fatto con la zucchina, che presto vi proporrò. Per fortuna è reperibile in commercio tutto l'anno, ma la sua stagione è l'estate. Infatti, volendo seguire il decorso naturale, la zucchina va piantata a maggio - giugno, quando la temperatura è al di sopra dei 20°, per poi essere raccolta un paio di mesi dopo. Essa arriva a raggiungere anche un metro di lunghezza, ma sviluppa al suo interno dei semi molto grossi che la rendono immangiabile. Zucchine di questa portata non si trovano in commercio, ma io ho la fortuna di averle nel mio frigo, e vi assicuro che sono eccellenti, dolcissime, una volta eliminata la polpa interna piena di semoni. Per cui, quelle che dal supermercato arrivano sulle nostre tavole sono, di fatto, ortaggi ancora acerbi! E sempre parlando delle dimensioni della zucchina c'è da dire che qualche anno fa l'Italia, che ne è una grande produttrice, è entrata a far parte del Guinness dei Primati: in provincia di Ferrara è stata raccolta una zucchina che misurava 2 metri, la più lunga del mondo. Per 4 persone:

250 g di prosciutto cotto in fette
2 zucchine
1 cipolla
250 g di crescenza
1 rametto di menta
sale, olio

Mondate le zucchine e tagliatele a listarelle, riducete la cipolla a julienne e mettete tutto in padella con 1 cucchiaio d'olio e il sale. Coprite con un coperchio e cuocete a fiamma moderata per circa 15 minuti rigirando di tanto in tanto. Togliete le zucchine dal fuoco e spezzettate su di esse le foglioline di menta, rimestate e lasciate freddare. Nel frattempo sistemate su un tagliere le fette di prosciutto cotto e adagiate su di un lembo un cucchiaio di crescenza, di fianco un cucchiaio di zucchine e rigirate la fetta di prosciutto cotto su se stesso, in modo da formare l'involtino. Sistematelo sul piatto da portata. Procedete allo stesso modo fino all'esaurimento di tutti gli ingredienti. Gli involtini di prosciutto alla zucchina e crescenza sono comodissimi perché possono essere preparati il giorno prima di essere serviti in tavola, ben freschi.


mercoledì 8 ottobre 2014

TORTA DI ZUCCA

Finalmente la stagione della zucca! Allora lasciamoci tentare da una golosissima torta di zucca, soffice e dal sapore autunnale. Per quanto buona e ricca di qualità nutritive, la zucca presenta anche una peculiarità molto particolare: il legame che ha con la musica. Ebbene si, fin dai tempi più remoti la zucca veniva utilizzata come cassa di risonanza per strumenti a corda colpita o pizzicata. Ma non solo per questi, infatti la zucca veniva impiegata (cosa che avviene anche oggigiorno) nella fattura di alcuni strumenti a percussione, come ad esempio le maracas, costruite con semplici zucche riempite da sassolini. Se facciamo il giro del mondo troviamo in ogni angolo degli strumenti particolari forgiati dalla zucca: in India, per esempio, gli incantatori di serpenti usano uno strumento a fiato fatto con una zucca vuota. Ma l'Africa detiene il record: il continente nero può vantarsi dell'utilizzo maggiore di strumenti fatti con la zucca: il tamburo ad acqua, diversi tipi di xilofono, numerosi strumenti a fiato. Molto caratteristico è il "manza", un particolare xilofono a cinque tasti che sono fissati al di sopra di cinque zucche aperte con delle cordicelle, diffuso moltissimo in Zaire. Senza andare troppo lontano, nel nostro bel paese è stata portata avanti un'iniziativa del tutto innovativa: l'assessore alla cultura e all'agricoltura di Canda in provincia di Rovigo, ha chiamato a raccolta i musicisti del conservatorio di Rovigo, organizzando un concerto con musiche di Mozart legate in qualche modo al mondo della zucca, allo scopo di riscoprire antiche culture e tradizioni. Onore e merito all'assessore!

350 g di zucca
1 uovo
150 g di zucchero
250 g di farina
100 ml di latte
50 g di burro
1/2 cucchiaino di cannella
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di cacao a amaro
1 cucchiaio di zucchero a velo

Mondate la zucca, riducetela a quadrotti e cuocetela in forno a 200° per 40 minuti o nel forno a microonde a massima potenza, coperta, per 10 minuti, quindi schiacciatela al meglio con una forchetta. Sbattete lo zucchero con l'uovo finché non sarà montato, aggiungete il burro fuso, la cannella e la polpa di zucca. Unite a pioggia la farina ed in ultimo il lievito lasciato disciogliere per 1 minuto nel latte. Sbattete bene il tutto e infornate a 180° per 35 minuti. Prima di servire la torta di zucca spolverate a piacere con uno strato di cacao amaro e di zucchero a velo.


lunedì 6 ottobre 2014

SFORMATINI DI VERZA ALLA CREMA DI FORMAGGIO

Gli sformatini di verza alla crema di formaggio sono un gustoso modo alternativo per gustare la verza dal sapore a volte intenso. Il cavolo verza si sa, è ricchissimo di proprietà nutritive e un fedele alleato della nostra salute. Il consumo regolare preserva il nostro organismo da agenti cancerogeni. Inoltre, il noto scrittore ed erborista francese Maurice Mességué, si impegnò soprattutto durante gli anni settanta, a diffondere la cultura dei rimedi naturali. Difatti, nel suo trattato "Ha ragione la natura", esalta le proprietà terapeutiche della verza. Per esempio, asserisce che una foglia di verza triturata e applicata su ustioni, punture d'insetto, ascessi, foruncoli, piaghe, screpolature, possa favorire la cicatrizzazione alleviando il dolore. Mességué raccomanda di scaldare le foglie di verza e di applicarle calde sulle parti doloranti tipo le articolazioni, stomaco e gola. Frullando la foglia di cavolo, si ottiene un concentrato, scrive sempre Mességué, che se bevuto con un cucchiaio di miele disciolto dentro, risulta essere un vero toccasana contro le infiammazioni della gola e del tratto esofageo. Se non si sopporta il sapore troppo intenso, è allo stesso tempo molto efficace un semplice gargarismo. Per 4 persone:

400 g di verza
250 ml di panna da cucina
3 uova
1 cipolla
100 g di fontina
2 dl di latte
20 g di maizena
1 rametto di prezzemolo
1 foglia di alloro
olio, sale, pepe nero

Lavate la verza eliminando la costa centrale e tagliatela a listarelle. Riducete a pezzettini la cipolla e lasciatela rosolare in 3 cucchiai d'olio, quindi aggiungete la verza e la foglia d'alloro, salate e pepate.
Aggiungete 1/2 bicchiere d'acqua, coperchiate e lasciate cuocere a fiamma dolce, rigirando di tanto in tanto, fino all'assorbimento dei liquidi. Fate raffreddare e conservate qualche strisciolina di verza per la presentazione del piatto. Ponete il composto in una ciotola con il prezzemolo sminuzzato, le uova, la panna e un pizzico di sale. Frullate il tutto e disponete il composto negli stampini, quindi infornate a 180° per 1 ora. Nel frattempo preparate la fonduta portando ad ebollizione il latte nel quale dovete stemperare la maizena già disciolta in un cucchiaio d'acqua. Incorporate la fontina a cubetti e mescolate finchè non sarà completamente disciolta. Toglietela dal fuoco, levate dagli stampini gli sformatini di verza alla crema di formaggio e serviteli in tavola accompagnati dalla fonduta ben calda con una  spolverata di pepe nero.



venerdì 3 ottobre 2014

VITELLO AL FORNO CON PATATE

Il secondo di oggi è il vitello al forno con patate, una pietanza che può essere presentata come piatto unico, leggera e allo stesso tempo ricca di nutrienti essenziali. Voglio legare la ricetta del vitello al forno con patate ad una macabra leggenda anglosassone, diffusa in particolare nel Norfolk, east Anglia e Devon. Parliamo del famigerato Black Shuck, il cane infernale dal pelo lungo e nero che si trasforma in un enorme vitello inquietante dagli occhi di fuoco. Si narra che questa orrenda creatura demoniaca sia il fantasma del cane di Odino, portato dai Vichinghi sulle isole britanniche, e che abbia dunque origini scandinave. Il vitello Black Shuck ha l'abitudine d'apparire in luoghi molto spettrali, coperti dalla nebbia e tristi, nelle paludi o nelle brughiere. Quando il grosso vitello incontra un sfortunato viandante, si blocca gonfiandosi misteriosamente, fissa il povero malcapitato per una decina di minuti con i suoi occhi malvagi giallo-rossastri, emette un raccapricciante suono per poi dileguarsi nella penombra. Fin qui "tutto quasi bene" per chi malauguratamente si trova di fronte il vitello, a parte l'enorme spavento. Se non che per l'appunto la leggenda vuole che nel giro di pochi giorni dallo sfortunato incontro, qualcuno andrà incontro a morte certa, o lui povero sventurato o un membro della sua famiglia. Per 2 persone:

400 g di spezzatino di vitello
1 cipolla
4 patate
1 rametto di rosmarino
1 foglia d'alloro
1 rametto di origano
1/2 bicchiere di vino bianco
olio, sale, pepe nero

La preparazione del vitello al forno con patate è davvero semplicissima: basta mettere tutto insieme in una tortiera le patate pelate e tagliate a quadrotti, la spezzatino di vitello, la cipolla ridotta finemente, e le spezie finemente sminuzzate. Non vi resta che salare e pepare e irrorare il tutto con il vino bianco. Cuocete il vitello al forno con patate a 200° per circa un'ora, rigirandolo a metà cottura. Servitelo in tavola ben caldo.


sabato 20 settembre 2014

RISOTTO ALLE CHIOCCIOLINE DI MARE

Il risotto alle chioccioline di mare è un vero sfizio, se ancora la voglia di mare ci assale, portiamola in tavola con questo primo gustosissimo e di grande effetto per i commensali. Dunque protagoniste di oggi sono le chioccioline di mare, io le ho scoperte da poco, ma sono davvero semplici da preparare e molto golose. Fra l'altro, oltre a poter realizzare dei manicaretti molto vivaci e di sicuro effetto, le chioccioline di mare sono dei molluschi con innumerevoli proprietà. Sono molto ricche di proteine ed hanno un bassissimo contenuto di carboidrati, i grassi sono quasi assenti. Le chioccioline di mare forniscono anche un ottimo apporto di sodio, potassio e ferro. L'unica indicazione è che devono essere acquistate vive e consumate necessariamente cotte, perché sviluppano un alto rischio di contaminazione virale. Le chioccioline di mare vivono a basse profondità che non superano quasi mai i 20 metri, prediligendo i fondi sabbiosi. Quindi è molto semplice pescarle semplicemente rastrellando il fondale, ma consiglio sempre di acquistarle perchè esistono specie molto simili fra di loro ma non sempre commestibili. La chiocciolina di mare che può allietare i nostri palati è lunga 2-3 centimetri, di colore giallo bruno con striature verdognole e guscio liscio. Quindi occhio alla pesca "fai da te"!!! Per 4 persone:

300 g di riso
1 k di chioccioline di mare
1 cipollotto
3 pomodori S. Marzano maturi
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere di spumante
1 l di brodo
1 ciuffo abbondante di prezzemolo
4 cucchiai di aceto balsamico
4 cucchiai d'olio
sale, peperoncino

La prima operazione è il lavaggio delle chioccioline di mare sotto l'acqua corrente, poi vanno messe a riposare in una ciotola per un paio d'ore coperte di acqua fredda. Trascorso il tempo, mettete le chioccioline di mare in un tegame a rosolare per 10 minuti con 2 cucchiai d'olio, il peperoncino, metà del prezzemolo e l'aglio tritati e i pomodori ridotti anch'essi finemente. In un altro tegame fate appassire la cipolla sminuzzata con gli altri 2 cucchiai d'olio, incorporate il riso e sempre rigirando fatelo tostare per un paio di minuti, aggiungete lo spumante e quando sarà evaporato quasi totalmente aggiungete il brodo caldo un mestolo alla volta. 5 minuti prima della cottura del riso, unitevi le chioccioline di mare e l'aceto balsamico, portandolo a cottura sempre rigirando. Prima di servire ben caldo in tavola il risotto alle chioccioline di mare, decorate ogni piatto con abbondante prezzemolo tritato.





sabato 13 settembre 2014

FOCACCIA ALLA ZUCCA

La focaccia alla zucca è soffice e colorata, ottima da proporre come antipasto o in un aperitivo sia calda che fredda. La zucca è un ottimo ortaggio con tante peculiarità della frutta, in quanto la maggior parte delle qualità risultano al palato molto zuccherine. Probabilmente una delle caratteristiche più apprezzate della zucca è il fatto che, pur essendo un alimento a bassissimo apporto calorico (solo 17 calorie ogni 100 grammi di prodotto) ha un alto potere saziante. La zucca è molto ricca della vitamina A, come d'altronde tutti gli alimenti color arancio. Il beneficio tratto dal nostro organismo di questo suo pregio è la rigenerazione cellulare e la formazione di nuovo tessuto epiteliale. Sempre per quanto riguarda la salute delle nostre cellule, l'elevata presenza di sodio fa in modo che esse vengano equilibrate a livello idrico. Inoltre è molto ricca di potassio, che rende la zucca un importante sintetizzatore di alcuni enzimi, nonché un facilitatore nella trasmissione degli impulsi nervosi. Che dire... come al solito madre natura porta la medicina sulle nostre tavole! Altro non c'è da fare che gustare i nostri golosi manicaretti. Per 6 persone:

350 g di zucca
350 g di farina
100 g di acqua
5-6 pomodorini
1 cubetto di lievito di birra
3 cucchiai d'olio
15 g di sale

Scaldate l'acqua in modo da renderla tiepida e discioglietevi il cubetto di lievito. Impastate con 100 g di farina e lasciate lievitare per 1 ora in un ciotola coperta con un canovaccio in un luogo riparato. Intanto cuocete la zucca in forno a 200° per 40 minuti o al microonde alla massima potenza per 10 minuti. Schiacciate la zucca e impastatela con l'altra farina, il sale e l'olio. Quindi aggiungete il panetto lievitato e ammassate per benino, lasciatelo lievitare ancora per 1 ora. L'impasto risulterà molto morbido. A questo punto lo potete stendere in una teglia da forno di circa 30 cm di diametro e guarnirlo con i pomodorini spaccati. Fatelo riposare per gli ultimi 30 minuti, quindi infornate la focaccia di zucca a 180° per 35-40 minuti.