La ricetta della crema pasticcera è davvero molto semplice e veloce, estremamente versatile perché è la regina delle farciture in numerose preparazioni (pan di spagna, zuppa inglese, bignè, crostate e tantissimi altri dolci al cucchiaio), ed è anche la più "dietetica" delle creme.
3 uova
3 cucchiai colmi di zucchero
3 cucchiai rasi di farina
1 limone
1/2 l di latte
Direttamente in un pentolino mescolate molto bene la farina e lo zucchero con un cucchiaio di legno. Questo passaggio è molto importante affinché non si formino poi i grumi. Separate i tuorli dagli albumi, questi non verranno utilizzati. Aggiungete i rossi nel pentolino e mescolate, irrorando con il latte fino alla completa acquisizione di tutti gli ingredienti. Quando l'impasto sarà omogeneo potete metterlo sul fuoco ma prima, a vostro piacimento, potete aggiungere delle scorze di limone o arancia per aromatizzarlo. Mescolate continuamente finché non si otterrà una consistenza non troppo liquida ma neanche troppo densa, in pratica fino ad un attimo prima della bollitura. Quindi togliete dal fuoco. Per evitare che la crema pasticcera faccia la "pellicola" in superfice, dovrete mescolarla all'incirca ogni 2 minuti fino a quando non sarà fredda.
martedì 7 maggio 2013
COMPLEANNO 1
Spesso i miei amici e conoscenti mi chiedono di realizzare torte e dolci di compleanno per i loro cari. Io mi diverto tantissimo e cerco di trovare sempre nuove soluzioni e decorazioni, utilizzando la frutta fresca, a mio avviso sempre d'effetto e molto decorativa.
Ieri una mia collega mi ha chiesto di "pasticciare" qualcosa per suo figlio Simone.
Benissimo, detto fatto! Per realizzare questa torta di compleanno ho utilizzato la base del pan di spagna, mezzo litro di crema pasticciera per la farcitura, 1 bicchiere di latte per bagnare i dischi di pan di spagna, che a piacimento può essere sostituito con del succo di frutta o, se non viene consumato da bambini, con un pochino di rum. Per la decorazione 200 ml di panna da montare, un toppino ai frutti di bosco (che trovate facilmente in qualsiasi supermercato), ribes bianchi, mirtilli, e alchechengi.
Due parole su questo fantastico frutto: proviene da una pianta che ha origini asiatiche, è ricco di vitamina C ed ha proprietà diuretiche. In Giappone, nei tempi antichi, data la sua forma sferica, veniva utilizzato anche come contraccettivo, ai giorni d'oggi ha un uso più consono: durante il famoso festival Obon, la cosiddetta festa delle lanterne, viene offerto ai cari defunti.
Io lo uso molto spesso: la caratteristica forma del frutto, una volta aperto con le forbicine, mi da l'idea di decorare con un fiore :-))) Il risultato è questo, vi piace?
Ieri una mia collega mi ha chiesto di "pasticciare" qualcosa per suo figlio Simone.
Benissimo, detto fatto! Per realizzare questa torta di compleanno ho utilizzato la base del pan di spagna, mezzo litro di crema pasticciera per la farcitura, 1 bicchiere di latte per bagnare i dischi di pan di spagna, che a piacimento può essere sostituito con del succo di frutta o, se non viene consumato da bambini, con un pochino di rum. Per la decorazione 200 ml di panna da montare, un toppino ai frutti di bosco (che trovate facilmente in qualsiasi supermercato), ribes bianchi, mirtilli, e alchechengi.
Due parole su questo fantastico frutto: proviene da una pianta che ha origini asiatiche, è ricco di vitamina C ed ha proprietà diuretiche. In Giappone, nei tempi antichi, data la sua forma sferica, veniva utilizzato anche come contraccettivo, ai giorni d'oggi ha un uso più consono: durante il famoso festival Obon, la cosiddetta festa delle lanterne, viene offerto ai cari defunti.
Io lo uso molto spesso: la caratteristica forma del frutto, una volta aperto con le forbicine, mi da l'idea di decorare con un fiore :-))) Il risultato è questo, vi piace?
PAN DI SPAGNA
Il pan di spagna, base soffice per numerose torte da farcire a piacimento, versatile e facile ricetta da usare in ogni occasione.
Ma da dove ha origine questo dolce, davvero è un manicaretto ispanico? In realtà la nostra patria vanta la paternità anche di questa delizia: fu infatti un famoso cuoco genovese, Giovan Battista Cabona detto Ciobatta, che intorno alla metà del 1700 fu inviato a Madrid a seguito dell'ambasciatore genovese in Spagna, tale Pallavicini. Durante un famoso banchetto Cabona presentò per la prima volte il dolce e, in onore ai monarchi iberici, attribuì alla sua golosa invenzione questo nome.
5 uova
250 g di farina
250 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
Montate a spuma lo zucchero e le uova, aggiungete la farina, lavorate il composto per un paio di minuti e incorporate il lievito. Infornate a 180° per 35 minuti. Il pan di spagna sarà pronto da sezionare orizzontalmente e farcire a proprio gusto.
Ma da dove ha origine questo dolce, davvero è un manicaretto ispanico? In realtà la nostra patria vanta la paternità anche di questa delizia: fu infatti un famoso cuoco genovese, Giovan Battista Cabona detto Ciobatta, che intorno alla metà del 1700 fu inviato a Madrid a seguito dell'ambasciatore genovese in Spagna, tale Pallavicini. Durante un famoso banchetto Cabona presentò per la prima volte il dolce e, in onore ai monarchi iberici, attribuì alla sua golosa invenzione questo nome.
5 uova
250 g di farina
250 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
Montate a spuma lo zucchero e le uova, aggiungete la farina, lavorate il composto per un paio di minuti e incorporate il lievito. Infornate a 180° per 35 minuti. Il pan di spagna sarà pronto da sezionare orizzontalmente e farcire a proprio gusto.
domenica 5 maggio 2013
MARMELLATA DI BANANE
Grazie alle sue proprietà benefiche e al suo sapore particolare, pare che la banana sia uno dei frutti più consumati al mondo. Dunque ecco a voi la ricetta della marmellata di banane, ma prima due righe sulle sue caratteristiche: tutti noi sappiamo quanto sia ricca di potassio, ma in essa troviamo anche calcio, fosforo, rame e ferro, ecco perché si dice che favorisca la rigenerazione dei globuli rossi.
NOCINO
Si avvicina il tempo del famoso liquore fatto con le noci, e allora come non proporvelo?
Ma prima ho il piacere di raccontarvi ciò che viene detto sul nocino, che intesse un'antica storia fra sacro e profano.
Liquore legato al nome di S. Giovanni, patrono dei santi, dei conciatori di pelle, dei prigionieri e dei condannati a morte nonché patrono della mia Firenze. Tradizione vuole che le noci siano raccolte il giorno di S. Giovanni, il 24 giugno, in realtà nella magica notte fra il 23 e il 24, notte che cade nel solstizio d'estate, notte che celebra la figura femminile, il matrimonio e la fertilità.
Notte in cui il sole sposa la luna, notte durante la quale le fanciulle raccoglievano erbe con cui preparare filtri e pozioni d'amore, notte delle streghe.
La tradizione medievale vuole che durante questa magica notte tutte le streghe volassero in cielo radunandosi poi attorno al grande noce di Benevento, simbolo della congiunzione fra terra e cielo, fra naturale e soprannaturale. Fu il vescovo Barbato che, nell'anno 665, condusse in processione una moltitudine di fedeli e fece abbattere il noce. Estirpatane la radice, in essa vi trovò un demone, che lui stesso uccise con l'acqua santa.
Ecco come nasce la tradizione del nocino, dalla raccolta in questo giorno dei frutti ancora acerbi.
Ma prima ho il piacere di raccontarvi ciò che viene detto sul nocino, che intesse un'antica storia fra sacro e profano.
Liquore legato al nome di S. Giovanni, patrono dei santi, dei conciatori di pelle, dei prigionieri e dei condannati a morte nonché patrono della mia Firenze. Tradizione vuole che le noci siano raccolte il giorno di S. Giovanni, il 24 giugno, in realtà nella magica notte fra il 23 e il 24, notte che cade nel solstizio d'estate, notte che celebra la figura femminile, il matrimonio e la fertilità.
Notte in cui il sole sposa la luna, notte durante la quale le fanciulle raccoglievano erbe con cui preparare filtri e pozioni d'amore, notte delle streghe.
La tradizione medievale vuole che durante questa magica notte tutte le streghe volassero in cielo radunandosi poi attorno al grande noce di Benevento, simbolo della congiunzione fra terra e cielo, fra naturale e soprannaturale. Fu il vescovo Barbato che, nell'anno 665, condusse in processione una moltitudine di fedeli e fece abbattere il noce. Estirpatane la radice, in essa vi trovò un demone, che lui stesso uccise con l'acqua santa.
Ecco come nasce la tradizione del nocino, dalla raccolta in questo giorno dei frutti ancora acerbi.
38 noci piccole e verdi
700 g di alcool
8 chiodi di garofano
la buccia di 1 limone
2 stecche di cannella
Una volta lavate e asciugate, le noci si tagliano in 4, vi consiglio di usare dei guanti se non volete diventare anche voi delle streghe dalle dita verdi :-))) Ponete tutti gli ingredienti in un barattolo, chiudete e lasciate fino al 3 agosto in
luogo fresco e al buio agitando ogni giorno. Per lo sciroppo:
600 g di acqua
1 k di zucchero
Il 3 agosto si prepara lo sciroppo di
acqua e zucchero che, una volta freddo, si aggiunge al liquore
filtrato. Mescolate energicamente, imbottigliate e chiudete
ermeticamente. Il nocino sarà buono da gustare non prima del 3 novembre, ce la farete a resistere?
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PARMIGIANA DI MELENZANE
Pensando ad un piatto che richiede l'impiego di pochissimi ingredienti, ma che assicura un risultato davvero d'effetto per il palato, mi viene senza dubbio in mente la PARMIGIANA DI MELENZANE.
E' ottima anche se fatta con le zucchine, una variante un pò più delicata, che si ottiene applicando lo stesso identico procedimento ma sostituendo, per l'appunto, le melenzane con le zucchine.
3 grosse melenzane
4 mozzarelle
abbondante parmigiano grattugiato
1 l di salsa
olio di semi, aglio, basilico, pepe nero
Anzitutto vanno tagliate le melenzane dello spessore di circa 1 cm e fritte in olio di semi. Per rendere il piatto più leggero potete, come faccio sempre io, grigliare le fette di melenzane anzicchè friggerle. Nel frattempo mettete a bollire il sugo semplicemente condito con aglio, abbondante basilico, una spolverata di pepe nero, olio e poco sale, perché, usando molto formaggio, si rischia di ottenere qualcosa di un pò troppo saporito, soprattutto se si sostituisce, secondo il mio personalissimo gusto, il parmigiano con il pecorino, che ha un sentore sicuramente più deciso. La salsa deve essere ben ritirata e densa. Procedete al taglio delle mozzarelle, prendete una teglia dal diametro di circa 26 cm e procedete all'assemblaggio: uno strato di melenzane, salsa ben distesa su di esse, mozzarelle e abbondante spolverata di formaggio grattugiato. Così fino all'esaurimento degli ingredienti. Infornate a 180° per 25 minuti.
Il mio consiglio spassionato è questo: la parmigiana di melenzane, per gustarla al meglio, si prepara il giorno prima di quando avete deciso di mangiarla.
E' ottima anche se fatta con le zucchine, una variante un pò più delicata, che si ottiene applicando lo stesso identico procedimento ma sostituendo, per l'appunto, le melenzane con le zucchine.
3 grosse melenzane
4 mozzarelle
abbondante parmigiano grattugiato
1 l di salsa
olio di semi, aglio, basilico, pepe nero
Anzitutto vanno tagliate le melenzane dello spessore di circa 1 cm e fritte in olio di semi. Per rendere il piatto più leggero potete, come faccio sempre io, grigliare le fette di melenzane anzicchè friggerle. Nel frattempo mettete a bollire il sugo semplicemente condito con aglio, abbondante basilico, una spolverata di pepe nero, olio e poco sale, perché, usando molto formaggio, si rischia di ottenere qualcosa di un pò troppo saporito, soprattutto se si sostituisce, secondo il mio personalissimo gusto, il parmigiano con il pecorino, che ha un sentore sicuramente più deciso. La salsa deve essere ben ritirata e densa. Procedete al taglio delle mozzarelle, prendete una teglia dal diametro di circa 26 cm e procedete all'assemblaggio: uno strato di melenzane, salsa ben distesa su di esse, mozzarelle e abbondante spolverata di formaggio grattugiato. Così fino all'esaurimento degli ingredienti. Infornate a 180° per 25 minuti.
Il mio consiglio spassionato è questo: la parmigiana di melenzane, per gustarla al meglio, si prepara il giorno prima di quando avete deciso di mangiarla.
giovedì 2 maggio 2013
INSALATA DI PATATE, TONNO CAPPERI E OLIVE
Con l'arrivo della bella stagione siamo tutti più propensi a cucinare pietanze fresche e che non ci impegnino molto nella preparazione.
Allora vi suggerisco di provare a realizzare l'insalata di patate, tonno capperi e olive.
una decina di patate di piccole dimensioni
una scatoletta di tonno da 160 g
una trentina di capperi
una dozzina di olive
olio, sale
un rametto di origano
Lavate le patate e ponetele con tutta la buccia nella pentola a pressione con un dito d'acqua e fuoco al massimo, aspettate il sibilo, quindi abbassate la fiamma a minimo e lasciate cucinare per 10 minuti. Una volta pelate, riducetele a pezzetti irregolari, aggiungete il tonno privato del suo olio di conserva, le olive denocciolate, i capperi. Condite a piacere con olio, sale e origano.
L'insalata di patate, tonno capperi e olive è molto versatile perché può essere presentato come piatto unico, come contorno piuttosto che come antipasto, come primo o come secondo piatto.
Allora vi suggerisco di provare a realizzare l'insalata di patate, tonno capperi e olive.
una decina di patate di piccole dimensioni
una scatoletta di tonno da 160 g
una trentina di capperi
una dozzina di olive
olio, sale
un rametto di origano
Lavate le patate e ponetele con tutta la buccia nella pentola a pressione con un dito d'acqua e fuoco al massimo, aspettate il sibilo, quindi abbassate la fiamma a minimo e lasciate cucinare per 10 minuti. Una volta pelate, riducetele a pezzetti irregolari, aggiungete il tonno privato del suo olio di conserva, le olive denocciolate, i capperi. Condite a piacere con olio, sale e origano.
L'insalata di patate, tonno capperi e olive è molto versatile perché può essere presentato come piatto unico, come contorno piuttosto che come antipasto, come primo o come secondo piatto.
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