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lunedì 25 novembre 2013

VIN BRULE'

Il vin brulè, letteralmente vino bruciato, non fallisce mai nel creare l'atmosfera natalizia. Profumatissimo, molto speziato, servito bollente è un vero toccasana nelle gelide giornate invernali. Assolutamente vi consiglio di provare questa facilissima ricetta, che non ha niente a che vedere con i vari vin brulè che si acquistano, per i miei gusti troppo alcolici e come al solito, pieni di conservanti. Nella preparazione casalinga, infatti, si da molta cura alla "bruciatura" del vino, che lo rende, per l'appunto, "brulè". E' proprio durante questa fase che a bruciare è, naturalmente, l'alcol, che evaporando, lascia che a regnare siano le fragranze dei chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Per 4 persone:

1 l di vino corposo
150 g di zucchero
1/2 noce moscata
10 chiodi di garofano
2 stecche di cannella
1 arancia
1 limone

Ricavate dall'arancia e dal limone delle scorzette sottili, facendo attenzione a non tagliare anche la parte bianca che rende amarognolo il sapore. Ponetele in un tegame con lo zucchero, le spezie e in ultimo il vino. Senza smettere mai di rimestare portate a bollore a fiamma dolce, quindi proseguite la cottura per 5 minuti, fino al completo scioglimento dello zucchero. E ora la magia: infiammate il vino usando uno stecchino lungo, in modo da garantire una distanza di sicurezza e aspettate che il fuoco si spenga da solo. Filtrate il vin brulè con un colino e servitelo fumante.




martedì 21 maggio 2013

LIQUORE ALL'UOVO

Il liquore all'uovo tipo VOV è un'antica ricetta dal sapore delicato ma allo stesso tempo di carattere, che va fatto però in casa solo con uova freschissime. In effetti esistono degli stratagemmi per capire se un uovo sia davvero fresco o no. Uno di questi è immergerlo in una ciotola piena d'acqua salata, se l'uovo rimane sul fondo in orizzontale allora è fresco, se rimane a metà altezza in verticale ha solo qualche giorno, se rimane a galla sarebbe meglio non consumarlo perché è stato deposto da più di 6 settimane. Un altro metodo per saggiare la freschezza dell'uovo è quello di agitarlo vicino all'orecchio: se si sente del "rumore", più che altro un movimento all'interno allora è già vecchio, se non si avverte nulla è fresco. Ma la prova del nove si ha ad uovo aperto: se il tuorlo ha una bella forma regolare tondeggiante e ben racchiuso nell'albume allora è fresco.
Mi raccomando, il liquore all'uovo va preparato solo con uova freschissime!

1/2 l di latte
1 stecca di vaniglia
5 tuorli
350 g di zucchero
150 g di alcool a 95°
100 g di Porto (o se preferite Marsala)

Fate bollire il latte con la stecca di vaniglia e lasciate freddare. In una terrina montare a neve i tuorli con lo zucchero, poi unite lentamente l'alcool e ciò che vi piace di più fra il Marsala e il Porto. Coprite e lasciate riposare per circa 30 minuti. Quindi aggiungete il latte privato del baccello di vaniglia, ma attenzione a questo passaggio che rischia di compromettere il risultato: procedete solo se il latte è ben freddo, altrimenti tutto l'alcol evaporerà e rischiate di ottenere uno zabaione anziché un liquore all'uovo!!! Lasciate in infusione per altri 30 minuti. Trascorso questo tempo filtrate il liquore con un canovaccio facendolo colare nella bottiglia predisposta alla sua conservazione. Il liquore all'uovo è pronto, anche se è preferibile consumarlo dopo un paio di settimane, tenendo comunque presente che il termine massimo di conservazione è 4 mesi, ma vi assicuro che non ci arriverà...



domenica 5 maggio 2013

NOCINO

Si avvicina il tempo del famoso liquore fatto con le noci, e allora come non proporvelo?
Ma prima ho il piacere di raccontarvi ciò che viene detto sul nocino, che intesse un'antica storia fra sacro e profano.
Liquore legato al nome di S. Giovanni, patrono dei santi, dei conciatori di pelle, dei prigionieri e dei condannati a morte nonché patrono della mia Firenze. Tradizione vuole che le noci siano raccolte il giorno di S. Giovanni, il 24 giugno, in realtà nella magica notte fra il 23 e il 24, notte che cade nel solstizio d'estate, notte che celebra la figura femminile, il matrimonio e la fertilità.
Notte in cui il sole sposa la luna, notte durante la quale le fanciulle raccoglievano erbe con cui preparare filtri e pozioni d'amore, notte delle streghe.
La tradizione medievale vuole che durante questa magica notte tutte le streghe volassero in cielo radunandosi poi attorno al grande noce di Benevento, simbolo della congiunzione fra terra e cielo, fra naturale e soprannaturale. Fu il vescovo Barbato che, nell'anno 665, condusse in processione una moltitudine di fedeli e fece abbattere il noce. Estirpatane la radice, in essa vi trovò un demone, che lui stesso uccise con l'acqua santa.
Ecco come nasce la tradizione del nocino, dalla raccolta in questo giorno dei frutti ancora acerbi.


38 noci piccole e verdi
700 g di alcool
8 chiodi di garofano
la buccia di 1 limone
2 stecche di cannella

Una volta lavate e asciugate, le noci si tagliano in 4, vi consiglio di usare dei guanti se non volete diventare anche voi delle streghe dalle dita verdi :-))) Ponete tutti gli ingredienti in un barattolo, chiudete e lasciate fino al 3 agosto in luogo fresco e al buio agitando ogni giorno. Per lo sciroppo:

600 g di acqua
1 k di zucchero

Il 3 agosto si prepara lo sciroppo di acqua e zucchero che, una volta freddo, si aggiunge al liquore filtrato. Mescolate energicamente, imbottigliate e chiudete ermeticamente. Il nocino sarà buono da gustare non prima del 3 novembre, ce la farete a resistere?